Prospettive pseudo-cosmiche londinesi

invisibilità londinese

Vivere a Londra e osservare la Terra dalla Stazione Spaziale Internazionale credo che non siano due cose così diverse l’una dall’altra. Ovvio: non sono mai stata sulla ISS. Immagino nemmeno voi.

Quando sono di cattivo umore, quando il tempo è uggioso e ogni cosa si tinge di grigio, quando vorrei che sull’uscio di casa ci fosse un burrone ad attendermi e non uno zerbino polveroso, quando non trovo alcuna ragione al mondo per cui top-upparmi di buonumore l’anima, e non di soldi la Oyster Card.

Ecco. Quando tutto ha le sembianze di una merda cosmica, excuse my French, alzo lo sguardo al cielo, grigio o blu esso sia in quel momento, e penso alla Stazione Spaziale Internazionale. Penso a come deve essere guardare la Terra da lassù, al fatto che noi potremmo anche non esistere, da quella prospettiva, e che siamo un granellino di polvere atrofizzata, pronto ad essere spazzato via in qualsiasi momento dall’imprevedibilità del cosmo.

Però sei incazzata, perché hai una macchia di caffè sui jeans lavati il giorno prima con il sapone aroma bucaneve della steppa siberiana, e allora sticazzi del cosmo.

Forse tutto questo è un po’ patetico. Però funziona. Funziona perché mi rimette al mio posto, mi tranquillizza, mi ricorda che le uniche aspettative che devo soddisfare sono quelle che mi costruisco io, che sono solo una di passaggio e i riflettori del mondo non sono certo puntati su di me. Ma nemmeno per sogno.

Continua a leggere

Cose piccole e a caso che mi piacciono di Londra #1

Nella borsa che mi porto solitamente appresso non mancano mai una piccola agenda ed una penna, strumenti necessari che dovrebbero tornarmi utili per fare quello che in realtà non faccio mai: scrivere tutte le idee che mi saltano in mente, stupide o brillanti esse siano, affinché riesca a ricordarmele e a portarmele dietro – magari per progetti futuri, ma che ne so – per più di una mezza giornata.

Perché poi torno a casa e, di quelle idee, non ve n’è più traccia.
Ma tipo che l’omino del cervello le ha spazzate via col Napalm. 

Insomma, ora che mi sto costringendo a scrivere questo post non posso fare altro che maledire l’evanescenza dei miei sgranocchi mentali: come sarebbe bello avere tutto il materiale sotto il naso, così, taaac. Sono una abbastanza ordinata, anche nella vita online. Pazienza.

Ecco quindi un elenco approssimativo ed istintivo delle cose che più mi piacciono di Londra ad un mese dal mio arrivo tra gli albionici (o forse sarei più corretta se dicessi “tra gli italiani, gli spagnoli ed i francesi”).

Continua a leggere