Serie TV inglesi: quali guardare per divertirsi e migliorare l’inglese

Ah, l’inverno inglese. Pentolate di porridge a colazione prima di sostenere la solita camminata mattutina di venti minuti e arrivare in ufficio con una conturbante desquamazione facciale, nonostante gli etti di crema E45 spalmati sulla pelle prima di uscire; le sottili e invisibili lastre di black ice sul marciapiede, che ci metti un piede sopra per sbaglio e parti dritto per la ionosfera; il Natale, una stagione a sé che sembra non conoscere mai fine; le to-do list di buoni propositi stilati l’ultimo giorno di ferie estive con l’occhio liquido e i capelli al vento sulle sponde dell’Atlantico, che manco a dirlo a gennaio sono un tutt’uno con la cracia sulla scrivania.

OK basta, non è vero niente, ho mentito. L’inverno per me significa solo una cosa (o quasi): nuove serie TV per cui perdere la testa, fare notti insonni e sentirsi un po’ orfani e un po’ stramaledettamente depressi al termine di ogni stagione, o peggio ancora, al termine di ogni serie.

Ho una forte predilezione per le serie TV British, per tutta una serie di motivi tra cui bravura degli attori (come scritto anche da Beppe Severgnini nel libro Inglesi, «tutti gli inglesi sono attori»), linguaggio più ricco e complesso rispetto all’inglese americano, accento bello bello bello in modo assurdo, humour irresistibile.

Su Netflix probabilmente avrete adocchiato i vari Sherlock, Downtown Abbey etc., già famosissime in Italia; io però vorrei segnalarvi alcune serie TV inglesi meno conosciute ma altrettanto interessanti, ben fatte e divertenti, perfette per ascoltare conversazioni in inglese, prendere appunti e imparare slang, modi di dire e vocaboli curiosi (su Netflix potete impostare i sottotitoli…in inglese eh!).

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Corsi d’inglese a Londra: consigli e informazioni

Aggiornato al 5 febbraio 2015

Sapere e studiare l’inglese, dicevamo. Magari anche un po’ prima di arrivare a Londra, ché poi lo shock di ritrovarsi ad un colloquio di lavoro senza saper spiccicare una sola parola nell’albionica lingua non è esattamente il massimo. Senza contare il fatto che le strade della capitale UK sono animate (anche) da personaggi coraggiosi che lamentano, a quanto pare, la padronanza eccessivamente perfetta dell’inglese da parte degli inglesi, capri espiatori d’eccellenza per chi, evidentemente, non sa far dell’emigrare né arte né esperienza.

Polemiche a parte. Questo post è tutto per voi, amici italiani espatriati a Londra, o con l’intenzione di, che sapete di non sapere o sapete di poter sapere, forse, un giorno, l’inglese. L’argomento è vasto, alché troverete l’articolo suddiviso in più categorie, abbinabili alle più disparate esigenze.

Premessa necessaria: lo “shock linguistico”, una volta messo piede a Londra, c’è quasi sempre, anche se vi ritenete/siete stati certificati ad un livello Advanced. Personalmente, penso che coloro che siano già in possesso di un’ottima conoscenza della lingua debbano solo pazientare, circondarsi di coinquilini e conoscenti stranieri, meglio ovviamente se inglesi madrelingua, e auspicare un notevole miglioramento sotto il profilo comprensione/parlato nel giro di un paio di mesi. Questo, però, ovviamente sta a voi.

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Perché è importante imparare l’inglese prima di trasferirsi a Londra

Prima o poi l’argomento doveva saltare fuori, e allora eccoci qua a pelare questa brutta gatta: l’inglese. La lingua, questa sconosciuta.

Strapazzata nelle scuole italiane, tra piani di studio poco credibili ed insegnanti dal maccheronico accento, ignorata dalla scena culturale del Belpaese, al punto che l’Italia è ancora uno dei pochi Paesi in Europa a trasmettere tutti i film meticolosamente doppiati, con buona pace dell’umorismo originale, che a fare il confronto ti viene da piangere.

Il fatto che desta più preoccupazione è che sono ancora numerosi i giovani in possesso di istruzione secondaria superiore o laurea a non essere in grado di sostenere una conversazione in lingua inglese, proprio in un periodo storico in cui la sua conoscenza è data ormai per scontata, al punto che il possesso di buone skills linguistiche di un altro idioma, almeno europeo (che non sia la propria lingua madre) è requisito preferenziale per entrare nel mondo del lavoro e fare carriera.

Per farvi almeno un’idea minima di come siamo messi in Italia con lo studio dell’albionica lingua, date un’occhiata a questa classifica: Indice di conoscenza della lingua inglese (EF EPI).

Sono tante le persone che mi scrivono o che chiedono informazioni nei forum o nei siti web dedicati a Londra, persone interessate a sapere quale deve essere il livello minimo di conoscenza della lingua per accedere ai corsi universitari in Inghilterra o per lavorare a Londra e in qualsiasi altra città del Regno Unito.

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Lezioni semi-serie di inglese per italiani a Londra #1: “Hello, how are you?”

Quante cose diamo per scontate. Ma quante?

No, è che io l’inglese lo parlo da tanto, tanto tempo. Da così tanto che, pur potendo vantare un livello di conoscenza linguistica più che avanzato, in realtà dovrei parlarlo ancora meglio di quanto in effetti già non faccia.

Quando mi parte l’accento British
poi, quelle rare volte che capita, nella mia testa è un tumulto di Union Jack sventolanti in perfetto sincro e parvenze di lontani scorci da cronista della Bbc.

Poi indosso la divisa del mio attuale lavoro e mi passa, giuro.

L’inglese lo parlo da tanto tempo, dicevo, eppure c’è una cosa con la quale non mi sono ancora ben accostumata.
Mi vergogno a dirla.
La dico?
Ok.
Ce la posso fare.

Insomma: provo un disagio immenso quando le persone – soprattutto i madrelingua – mi salutano, indipendentemente dal contesto in cui mi trovo, con il solito: Hi/Hello/Hey. How are you?

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