Il mare a Londra, o quasi: località balneari a due passi dalla City per una gita fuori porta

Le prime due settimane di estate londinese 2014  stanno ridefinendo il concetto di “presa per il culo”: quasi sempre sole e caldo dal lunedì al venerdì e tempodimmerda nel weekend.

Questo non significa certo che si debba restare rinchiusi in casa col portatile sulle ginocchia e una bottiglia di Porto a tiro di schioppo, AHEM, bensì: perché non ottimizzare i tempi ed organizzare l’estate, quella vera, che deve ancora arrivare? Sì, perché io ci credo ancora, non fate quelle facce. E no, il fatto che in metropolitana a Londra si muoia di caldo e abbiano perfino aggiornato i poster della carinissima campagna #travelbetterlondon (guardate qui: http://travelbetterlondon.tumblr.com/)  onde evitare collassi di massa sulla Tube non significa che lassù il cielo sia meno bastardamente gloomy del solito.

Londra non è sul mare, questo è geograficamente inoppugnabile, ma è anche vero che il mare non è troppo lontano da Londra. Ci sono un bel po’ di posti godibili, vicini e assolutamente affordable da raggiungere in poco tempo con un treno o un pullman dalle principali stazioni della City quando il sole splende alto nel cielo e le temperature si alzano, perché non approfittarne?

Vi propongo qualche posto che val la pena una giornata/weekend di sole, mare, relax, e non solo!

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Home is where heart is (Summer edition)

Isola di Bergeggi (Savona)

Oggi è ufficialmente Estate.

Londra brilla di una luce avvolgente, l’aria è fresca e rassicurante, come se bastasse attraversare la strada per raggiungere la spiaggia e fare un tuffo in mare.

Le persone che crescono e vivono tutto l’anno lungo la costa forse sanno benissimo che, come per tutte le cose più belle, quello che eccita di più dell’estate è la sua attesa, la sua promessa, i suoi primi capolini primaverili: il solstizio altro non è che il suo timbro all’ingresso.

Genova, quella che considero la mia città, anche se sono nata 50 km più in là – però home is where heart is, o no? – non mi è mai sembrata più lontana di quanto lo è oggi. Riguardo le fotografie risalenti ai tempi di quando abitavo in quel meraviglioso trambusto gozzovigliante che sono i vicoli, ed ecco ricomparire il suono di una tromba che si infiltra sornione tra le tende della cucina, facendosi largo tra la quiete della brezza mattutina e le prime voci della giornata, vicine abbastanza da tenere compagnia durante la colazione del weekend. Il mare, poco più in là, di tanto in tanto si permette di ricordare la sua presenza sfidando ingombranti caseggiati ed i profumi di quel piccolo-grande bazar che è il centro storico genovese.

L’Estate non è un vincolo temporale. E’ una presenza, una presenza quasi umana, che ti prende per mano e ti invita ad uscire, ti fa indossare i tuoi vestiti più belli, ti presenta facce e voci, odori, storie da raccontare, viaggi inaspettati. E’ presente, costante, rassicurante.

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Sea (Less)

Ieri è arrivata.

C’era il sole, è giunta da Sud, dopo un viaggio nemmeno troppo lungo.

Camminavo in direzione Whitechapel, ore 8 del mattino, destinazione ufficio.

Mi ha travolta, a tradimento, appena svoltato l’angolo, con il vigore che hanno solo gli animi giovani e belli.

Quelli per cui non c’è mai un momento adatto, no, tutto e subito, la forza di una scarica elettrica.

Io camminavo, guardavo la playlist su Spotify, non ero pronta.

Quando mi ha assalita ho dovuto chiudere gli occhi, e fermarmi un attimo, giusto due secondi, per non ritardare sulla tabella di marcia.

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