Fluentify: la start-up per imparare l’inglese online con tutor madrelingua

Nel 2014 non esistono più scusanti per non sapere l’inglese, per di più in un mondo sempre più fast-paced e competitivo in cui la conoscenza di almeno due lingue straniere, oltre il proprio idioma-madre, è data quasi per scontata.

Le classiche giustificazioni “la mia insegnante di inglese al liceo era incapace e la sua pronuncia lasciamo stare” oppure “in Italia nessuno parla inglese, perfino i film vengono doppiati in italiano, etc.” non reggono più, soprattutto da quando in Rete hanno iniziato a fare la loro comparsa numerosi strumenti, piattaforme, start-up e chi più ne ha, più ne metta, per imparare l’inglese e molte altre lingue straniere. Anche gratuitamente. Un po’ di tempo fa ne avevo largamente parlato in questo post, elencando soluzioni sia gratis sia a pagamento per studiare e/o migliorare la lingua inglese.

Guarda caso, c’è chi in Italia non se n’è stato con le mani in mano ed ha saputo cogliere il crescente bisogno di miglioramento delle proprie skills linguistiche espresso sempre più frequentemente da persone di tutte le età – vuoi per studio, vuoi per lavoro, vuoi per futuri progetti di espatrio – per creare un servizio accessibile e innovativo, ma soprattutto utile, alla portata di tutti.

Fluentify nasce dalle menti e dalle capacità di quattro giovani torinesi: Giacomo Moiso (CEO), Claudio Bosco (Direttore Creativo), Andrea Passadori (Marketing) e Matteo Avalle (CTO). Un’idea vincente in grado di raccogliere sin da subito consensi e attenzione da parte dei media, nonché prestigiosi riconoscimenti internazionali. Ad oggi, Fluentify conta più di 12.000 iscritti e 50 tutor madrelingua.

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Cartoline da Genova

Panorama di Genova da Spianata Castelletto

C’è un momento in cui il treno proveniente da Ponente supera panorami tipicamente post industriali, visivamente periferici, e finisce con l’addentrarsi nell’ultima galleria del tragitto. E’ un momento di transizione dallo sferragliare sulle rotaie ad una vera e propria catarsi, singolarmente accompagnato da un immaginario rullo di tamburi, e le nere mura dell’ultimo tunnel si tingono di un acceso rosso porpora in quello che nient’altro può essere se non un camaleontico tentativo di preparazione allo spettacolo promesso, e spunta a sorpresa un sussurro: “Silenzio”. Le due estremità del tendone rosso si spiegano in volo, rivelando la luce e, sotto di essa, la città algida e maestosa mai sazia di riverenze. 

C’è un momento in cui il treno in viaggio da Savona a Genova Piazza Principe mette a zittire se stesso e tutto il mondo intorno, come a trattenere il respiro prima di un lunga immersione in acqua, e sembra dica nel silenzio: “Tacete, sciocchi, e ammirate la Superba”. 

 

[Banalmente] a Londra è anche su Facebook, Twitter, Instagram e Pinterest!

For the sake of f@ck: regole e consigli per utilizzare al meglio i trasporti di Londra (e magari uscirne vivi)

Mentre scrivo questo post, ore 8 di un normale mercoledì mattina dentro un altrettanto normale vagone della London Overground, un signore sulla sessantina si è accomodato sul posto vuoto accanto al mio in compagnia di un goloso pacchetto di patatine. Cosa ho appena detto, 8 del mattino? Pacchetto di patatine?

Sospiro seccata. Mi guardo intorno, sfoggiando uno dei miei sguardi più torvi, alla ricerca di facce altrettanto seccate. Ma la perlustrazione dell’umanità circostante finisce presto: sono tutti troppo addormentati o immersi in altre attività più interessanti per dare retta al mio sdegno. Intanto quello seduto accanto a me continua ad emettere quel fastidioso rumore croc croc croc, e poco importa che mi metta gli auricolari, siamo ancora in galleria e Spotify non ne vuole sapere. Sospiro ancora, questa volta con rassegnazione.

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Itinerario in Cornovaglia, terra di mare e avventure

Sarà che nei primi vent’anni di vita, come tutti i giovani curiosi e pieni di energie, ho svolazzato un po’ in tutta Europa alla ricerca di storie, avventure e divertimento da una città all’altra, trascurando spesso e volentieri itinerari più complessi e remoti.

Sarà che mi piace viaggiare spesso, più volte l’anno, e con un lavoro full-time, l’università e mille altri impegni è difficile e complicato, se non proprio impossibile, ritagliarsi quelle utopiche tre, quattro settimane di ferie per lunghi viaggi in Paesi lontani ed esotici. Ogni anno, quindi, finisco sempre con l’organizzare tante fughe di breve durata, massimo dieci giorni filati; una consolazione magrognola che mi fa assaporare il potere di spezzare, di tanto in tanto, la routine londinese.

Sarà che con il passare degli anni, e tanti viaggi alle spalle, la curiosità non si è placata, anzi, la sento inquieta e vorace pervadermi i pensieri ogni giorno, ed è una curiosità avida che non si accontenta più di voli aerei, destinazioni lontane e bandierine da segnare sulla mappa. No. E’ quel tipo di curiosità che mi porta ad ammirare con stupore ogni nuovo pezzo di mondo che si profila ai miei occhi, in ogni momento. La certezza che, per il vero viaggiatore, qualunque angolo di mondo non può essere considerato mai abbastanza lontano né abbastanza vicino, se non nel caso in cui lo si voglia per forza rapportare al proprio luogo di origine.

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Turchia on the road: da Izmir ad Antalya, costa egea e mediterranea

Nota prima della lettura. Questo post è molto lungo, ok? Le foto presenti sono state tristemente trafugate dal World Wide Web perché sono in attesa di entrare in possesso di quelle scattate nel corso del viaggio sono state scattate con un telefono, vista l’impossibilità di utilizzare una normale macchina fotografica (vedi sotto per le spiegazioni). Se cliccate sui link potrete comunque vedere delle foto dei luoghi visitati e le relative mappe. Per qualsiasi informazione sull’itinerario da me percorso e sui costi di viaggio non esitate a contattarmi!

 

“Erano settimane che aspettavo queste vacanze, sono stressata! Ecco perché!”

Ferma ed immobile, con una magno serrata in un pugno minacciosamente nascosto e l’altra stretta intorno ad una penna, trattenevo lacrime di rabbia mentre l’impiegata dell’ufficio Lost&Found telefonava instancabile ed affabile maneggiando il mio passaporto tra le grinfie laccate.

“Questi italiani che si emozionano facilmente” dice ridendo alla collega mentre fa per porgermi un fazzoletto, che io accetto con un grugno non appena finisco di compilare il modulo di ordinanza.

Guarda che anche se l’hai detto in turco si capisce perfettamente, cretina.

“Il suo bagaglio è andato perso, forse è a Londra, forse è qui ad Istanbul, chissà, se mi dà l’indirizzo del suo albergo glielo spediamo non appena lo ritroviamo.”

“Senta, sto per partire per un road trip, il mio bagaglio non farà in tempo a raggiungermi che io sarò già altrove. Vi chiamo io, eh. Vado che ho un altro aereo da prendere”.

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Quanto costa vivere a Londra?! Suggerimenti per un budget realistico pre-partenza

Nota bene: post e prezzi aggiornati all’8 gennaio 2015

Tremate tremate! Preparate un bel foglio di Excel bianco e fiammante: vi aspettano un po’ di conti da fare per venire a patti con il costo della vita a Londra. Che tanto basso non è, come già sapete o immaginate, ma attenzione: alcune cose potrebbero costare meno di quanto pensiate.

Metto subito le manine avanti: stilare un budget realistico che permetta di vivere a Londra per i primi tempi, tra il fare conoscenza con la città, ricerca del lavoro e quant’altro, non è semplicissimo. Considerate la grandezza del posto, per cui potreste finire ad abitare in una zona piuttosto che in un’altra, gli imprevisti che possono occorrere e le spese che alcuni hanno, altri no (chessò, la scorta di lenti a contatto, per dirne una), è abbastanza facile che il budget che andrò a sviscerare paragrafo dopo paragrafo, alla fine, risulti assai diverso da quello che poi si andrà a spendere realmente. Nonostante ciò, cercherò di essere il più pessimista possibile, per il vostro bene.

Altra premessa: scontato ma forse non abbastanza, se volete venire a vivere a Londra preparate la partenza con mesi di anticipo. Questo lasso di tempo potrà tornarvi utile sia per mettere da parte i soldi che vi serviranno per il sostentamento iniziale, sia per raccogliere quante più informazioni possibili su menate burocratiche da espletare una volta messo piede in UK, quartieri papabili in cui abitare, settori professionali in cui mettersi alla prova, eccetera. E visto che ci siamo: anche per studiare o migliorare l’inglese, why not?

Infine, tengo a precisare che questo post è espressamente rivolto a persone che vogliono trasferirsi a Londra (e solo a Londra, perché il costo della vita in altre città del Regno Unito può variare in modo non indifferente) per lavorare, anche se sotto alcuni aspetti può tornare utile pure ai giovanissimi (e non) che hanno intenzione di studiare presso le ottime università qui presenti.

Ok, forza e coraggio, iniziamo!

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Il mare a Londra, o quasi: località balneari a due passi dalla City per una gita fuori porta

Le prime due settimane di estate londinese 2014  stanno ridefinendo il concetto di “presa per il culo”: quasi sempre sole e caldo dal lunedì al venerdì e tempodimmerda nel weekend.

Questo non significa certo che si debba restare rinchiusi in casa col portatile sulle ginocchia e una bottiglia di Porto a tiro di schioppo, AHEM, bensì: perché non ottimizzare i tempi ed organizzare l’estate, quella vera, che deve ancora arrivare? Sì, perché io ci credo ancora, non fate quelle facce. E no, il fatto che in metropolitana a Londra si muoia di caldo e abbiano perfino aggiornato i poster della carinissima campagna #travelbetterlondon (guardate qui: http://travelbetterlondon.tumblr.com/)  onde evitare collassi di massa sulla Tube non significa che lassù il cielo sia meno bastardamente gloomy del solito.

Londra non è sul mare, questo è geograficamente inoppugnabile, ma è anche vero che il mare non è troppo lontano da Londra. Ci sono un bel po’ di posti godibili, vicini e assolutamente affordable da raggiungere in poco tempo con un treno o un pullman dalle principali stazioni della City quando il sole splende alto nel cielo e le temperature si alzano, perché non approfittarne?

Vi propongo qualche posto che val la pena una giornata/weekend di sole, mare, relax, e non solo!

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