Scrivere il curriculum per cercare lavoro a Londra: un esempio e alcune idee

Pssst! Stai cercando lavoro a Londra o in UK? Dai un’occhiata qui: Ricerca lavoro a Londra e nel Regno Unito: elenco di risorse utili online

Se invece stai pensando di tornare in Italia, cerca con Jooble: Lavoro in Italia.

Prima cosa: prendete quel Curriculum Vitae formato Europass e bruciatelo. Ora. Adesso.
Seconda cosa: aprite un documento Word bello bianco come il latte e iniziate a spremere le meningi.

Preparare un buon curriculum per cercare lavoro a Londra o in altre città del Regno Unito è facile e difficile al tempo stesso. Facile, perché se siete professionisti già belli fatti e finiti e sapete dove volete andare a parare una volta messo piede in UK, siete a metà dell’opera. Sempre che parliate l’inglese. Difficile, perché chi ha una laurea ma poca se non alcuna esperienza nel settore in cui si aspira a progredire, potrebbe fare un po’ di fatica a trovare ciò che desidera.

In quest’ultimo caso, le strade da prendere sono due: 1. mandare comunque il curriculum in giro e provare a sostenere qualche colloquio, sempre che salti fuori; 2. cercare un tirocinio part time o full time a seconda dei casi (ce ne sono a bizzeffe, in tutti i settori, spesso ahimè non retribuiti). Ci sarebbe un’altra alternativa: trovare un lavoro qualsiasi che permetta di coprire le spese affitto-trasporti-spesa-uscite e, nei ritagli di tempo, farsi le ossa nel settore a cui si aspira mettendo a disposizione la propria buona volontà per lavorare alla corte di qualche studio/professionista in cambio di insegnamenti extra ed esperienza sul curriculum. Questo sta a voi, alla vostra capacità di iniziativa, al tempo e alle risorse a disposizione, perché generalizzare è inutile.

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Fuga da Londra: 5 idee vacanza nel Regno Unito per ritrovare l’estate

Non so voi, ma io sto vagamente iniziando a sclerare.

OK, ammetto che mi sono sempre abituata più che bene: diversi viaggi nel corso dell’anno (nel 2014 ne ho fatti 7 – di cui 3 in Italia – più svariati weekend fuori Londra) e mai più di un tot mesi col sedere piantato nello stesso posto. Non sputo filigrana d’oro dal naso: semplicemente, la maggior parte di quello che guadagno lo “investo” in viaggi. E’ solo una scelta, uno stile di vita, that’s it.

L’ultima vera vacanza l’ho fatta a ottobre dello scorso anno: Canarie, Fuerteventura e Lanzarote. Sì, mi sono dimenticata di scriverne, ma sono certa che avete dormito benissimo lo stesso. Ad aprile sono stata in Italia per quasi una settimana, ma tra impegni di lavoro  e varie è stato più stressante che altro. Insomma, lo so che c’è chi sta peggio e non si fa uno straccio di vacanza da una vita, ma diciamoci la verità: ogni tanto bisogna staccare, soprattutto abitando in una città come Londra. You know what I mean.

Se, come me, sognate tutte le notti di tuffarvi in mare e poi vi svegliate la mattina con un’incazzatura tale che andreste al lavoro brandendo un lanciafiamme, allora è veramente arrivato il momento di prendere lo zaino e lasciare la nostra amata-odiata metropoli alle spalle, almeno per un weekend, o per un Bank Holiday.

Come potrete notare, sono tutti posti raggiungibili da Londra in non più di 4 ore di macchina o di pullman, perfetti per rompere momentaneamente quel filo malato che ci tiene legati ad una quotidianità fatta di pendolarismo infinito, corse e camionate di stress non richiesto e non necessario.

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Prospettive pseudo-cosmiche londinesi

invisibilità londinese

Vivere a Londra e osservare la Terra dalla Stazione Spaziale Internazionale credo che non siano due cose così diverse l’una dall’altra. Ovvio: non sono mai stata sulla ISS. Immagino nemmeno voi.

Quando sono di cattivo umore, quando il tempo è uggioso e ogni cosa si tinge di grigio, quando vorrei che sull’uscio di casa ci fosse un burrone ad attendermi e non uno zerbino polveroso, quando non trovo alcuna ragione al mondo per cui top-upparmi di buonumore l’anima, e non di soldi la Oyster Card.

Ecco. Quando tutto ha le sembianze di una merda cosmica, excuse my French, alzo lo sguardo al cielo, grigio o blu esso sia in quel momento, e penso alla Stazione Spaziale Internazionale. Penso a come deve essere guardare la Terra da lassù, al fatto che noi potremmo anche non esistere, da quella prospettiva, e che siamo un granellino di polvere atrofizzata, pronto ad essere spazzato via in qualsiasi momento dall’imprevedibilità del cosmo.

Però sei incazzata, perché hai una macchia di caffè sui jeans lavati il giorno prima con il sapone aroma bucaneve della steppa siberiana, e allora sticazzi del cosmo.

Forse tutto questo è un po’ patetico. Però funziona. Funziona perché mi rimette al mio posto, mi tranquillizza, mi ricorda che le uniche aspettative che devo soddisfare sono quelle che mi costruisco io, che sono solo una di passaggio e i riflettori del mondo non sono certo puntati su di me. Ma nemmeno per sogno.

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Londra ti cambia #1

keep calm and fake a british accent

Vivo a Londra da esattamente 20 mesi, quasi due anni. In questo lasso di tempo sono successe tante cose, molte di più di quante ne avevo immaginate, o vagamente previste, nei momenti in cui cercavo di prefigurarmi la mia vita in questa città, più o meno realisticamente. Di rimugino in rimugino, ho capito quanto il mio stile di vita sia mutato, anzi, quanto IO sia cambiata pur di adattarmi ad una realtà che, volenti o nolenti, è ben diversa da quella a cui ero abituata in Italia. 

Desidero quindi condividere con voi quelli che, a mio avviso, sono stati e sono tutt’ora i punti salienti attorno a cui è avvenuta la mia trasformazione da insoddisfatta italiana ad inquieta cittadina londinese. Da non prendersi troppo seriamente, please.

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Alla scoperta di Crystal Palace, piccola perla a sud del Tamigi

A dicembre, dopo una nemmeno troppo lunga ed estenuante ricerca, ho finalmente cambiato casa: dalle vibranti lande dell’East End londinese ho puntato rotta verso gli enigmatici quartieri a sud del Tamigi. Qui, dopo un rocambolesco trasloco (niente a che vedere con il primo, per il fortuna) io, il mio ragazzo e un amico portoghese conosciuto in città ci siamo stabiliti all’interno di un comodo appartamento: due camere da letto, soggiorno, cucina (rinominata “la ghiacciaia”) e ovviamente un bagno, anche piuttosto grande. Il tutto ad un prezzo lievemente maggiore rispetto a prima ma… per un’abitazione più spaziosa. Un’altra vita, se penso che fino a poco tempo fa condividevo casa con altre quattro persone, tra cui una coppia scoppiata che non perdeva mai occasione di insultarsi amorevolmente – no, non si pestavano – tra le mura domestiche. “You f***ing bitch” e “F*** off” le hit più gettonate, soprattutto durante il weekend.

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Il 2014 di [Banalmente] A Londra

fireworks london

Il 2014 è stato un anno veloce, bello, allegro, pieno di progetti – anche non realizzati, ma c’è tempo – e poi le solite corse londinesi, quella perenne rincorsa struggente alla ricerca di un tempo che alle volte a Londra è poco generoso, e ancora brevi breaks tra un viaggio e l’altro e la costante, piacevole attesa di quei momenti di scalpitazione.

Ho scritto abbastanza, non tanto quanto avrei voluto, ma adesso che i giochi sono fatti non mi resta che tirare le somme sul 2014 di questo blog e, chissà, magari provare ad abbozzare idee e sorprese per il 2015 🙂

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Ricerca lavoro a Londra e nel Regno Unito: elenco di risorse utili online

Attenzione: post in continuo aggiornamento!

Pssst! Per lavorare a Londra dovete richiedere il NIN – National Insurance Number: leggete qui come fare. 

L’avevo promesso, e dopo un doveroso prologo interamente dedicato a quelle che dovrebbero essere le buone pratiche per prepararsi o farsi trovare pronti per la ricerca di lavoro in UK, in questo post desidero proporvi una bella sfilza di risorse online utili per cercare lavoro a Londra e nel Regno Unito.

Le risorse online di cui parlo sono tutte quelle che ho utilizzato e meticolosamente e messo da parte da quando sono a Londra, specialmente nel corso dei primi mesi, ovvero quando la ricerca di lavoro era obbligata, senza distinguo tra un ruolo e l’altro.

Doverosa premessa. Lo so che, se siete freschi di arrivo in UK, state mettendo a ferro e fuoco la stampante per farle vomitare quante più curriculum possibili e lanciarvi di corsa in Oxford Street a distribuire le due paginette (mi raccomando, non di più!) contenenti i vostri sudati percorsi formativi e professionali ma… calma! La pratica del door to door per la ricerca di lavoro a Londra è sempre molto in voga, ma temo di dovervi deludere: funziona sempre meno. A meno che il negozio, o bar o ristorante o attività commerciale che sia, non mostri un annuncio in vetrina volto alla ricerca di staff, consegnare i curriculum a mano può essere una grandissima perdita di tempo.

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Arrivederci East London

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Arrivederci, quartiere che non ho mai capito come chiamarti, ché Tower Hamlets è il borough (quartiere-municipalità) – e citare il borough non è abbastanza cool, a meno che non sia famoso come Chelsea o Camden – e allora dicevo a tutti “abito a Bethnal Green”, che poi in realtà la mia casa su Google Maps era un puntino nel bel mezzo di Bethnal Green, Whitechapel, Stepney Green, quindi boooh, negli ultimi tempi dicevo che abitavo a Whitechapel, che risveglia i ricordi di Jack lo Squartatore e mi conferiva quell’aria di una che la sa lunga e abita in un posto che sarà presto cool, “aspetta che ci arrivi la Cross Rail e vedi i prezzi delle case” (come se non fossero già abbastanza care)…

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Cercare (e trovare) lavoro a Londra: come muovere i primi passi

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Pssst! Per lavorare a Londra e pagare le tasse dovete aprire il NIN – National Insurance Number: leggete qui come fare.

Scandaloso: ho aperto questo blog un anno e mezzo fa – 18 mesi precisi precisi – e ancora non ho scritto un post su una delle principali ragioni per cui gli italiani decidono di lasciare lo Stivale alla volta della Perfida Albione: il lavoro! Ovvio, no?

Lavorare a Londra è il sogno di molti, laureati e non, giovani e non, e in Rete è facilissimo imbattersi in testimonianze contrastanti rilasciate da persone che o si aspettavano di trovare immediatamente una posizione prestigiosissima e pagatissima non appena messo piede in città, oppure che trovano subito la posizione dei loro sogni grazie all’esperienza lavorativa maturata in Italia, oppure che sono laureati ma non trovano niente di meglio che lavoretti in café e ristoranti, e potrei andare avanti all’infinito.

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Università a Londra e nel Regno Unito, parte seconda: domande frequenti

Non perdermi d’occhio: questo post è in continuo aggiornamento!

E’ passato più di un anno dalla stesura di quello che è al momento il post più letto e commentato del blogeppure da allora continuo a ricevere ogni settimana, senza sosta, numerose e-mail da parte di giovani diplomati o laureati italiani che non vedono l’ora di frequentare le allettanti università di Londra o del Regno Unito. E questo non può che farmi piacere.

Finché si tratta di buttare giù la ricetta della torta di carote posso cavarmela spendendo una mezz’oretta del mio tempo qui dentro, ma quando sopraggiunge il momento di andare avanti con questioni più importanti e richieste – visti i numeri – la stesura di un post informativo per quanto possibile dettagliato, esauriente, completo, serio e scritto abbastanza decentemente richiede una quantità di tempo, come dire, insospettabile, specie se agli occhi dei “non addetti ai lavori”.

Nello scrivere questo articolo mi sono appoggiata soprattutto alle e-mail che voi lettori mi avete mandato nel corso di questi ultimi 12 mesi: preziosissime, perché mi hanno aiutato ad individuare le lacune del post precedente, raccogliere idee e materiale sufficienti per darvi le risposte di cui avete bisogno e metterle al tempo stesso a disposizione dei lettori futuri.

Prima di partire con il post “ufficiale”, vi ricordo che il sito web di riferimento per le iscrizioni ai corsi di laurea triennale a Londra e nel Regno Unito è UCAS, mentre quello per le iscrizioni ai corsi di laurea specialistica (Master) è UK Pass.

Buona lettura!

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