Serie TV inglesi: quali guardare per divertirsi e migliorare l’inglese

Ah, l’inverno inglese. Pentolate di porridge a colazione prima di sostenere la solita camminata mattutina di venti minuti e arrivare in ufficio con una conturbante desquamazione facciale, nonostante gli etti di crema E45 spalmati sulla pelle prima di uscire; le sottili e invisibili lastre di black ice sul marciapiede, che ci metti un piede sopra per sbaglio e parti dritto per la ionosfera; il Natale, una stagione a sé che sembra non conoscere mai fine; le to-do list di buoni propositi stilati l’ultimo giorno di ferie estive con l’occhio liquido e i capelli al vento sulle sponde dell’Atlantico, che manco a dirlo a gennaio sono un tutt’uno con la cracia sulla scrivania.

OK basta, non è vero niente, ho mentito. L’inverno per me significa solo una cosa (o quasi): nuove serie TV per cui perdere la testa, fare notti insonni e sentirsi un po’ orfani e un po’ stramaledettamente depressi al termine di ogni stagione, o peggio ancora, al termine di ogni serie.

Ho una forte predilezione per le serie TV British, per tutta una serie di motivi tra cui bravura degli attori (come scritto anche da Beppe Severgnini nel libro Inglesi, «tutti gli inglesi sono attori»), linguaggio più ricco e complesso rispetto all’inglese americano, accento bello bello bello in modo assurdo, humour irresistibile.

Su Netflix probabilmente avrete adocchiato i vari Sherlock, Downtown Abbey etc., già famosissime in Italia; io però vorrei segnalarvi alcune serie TV inglesi meno conosciute ma altrettanto interessanti, ben fatte e divertenti, perfette per ascoltare conversazioni in inglese, prendere appunti e imparare slang, modi di dire e vocaboli curiosi (su Netflix potete impostare i sottotitoli…in inglese eh!).

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Fluentify: la start-up per imparare l’inglese online con tutor madrelingua

Nel 2014 non esistono più scusanti per non sapere l’inglese, per di più in un mondo sempre più fast-paced e competitivo in cui la conoscenza di almeno due lingue straniere, oltre il proprio idioma-madre, è data quasi per scontata.

Le classiche giustificazioni “la mia insegnante di inglese al liceo era incapace e la sua pronuncia lasciamo stare” oppure “in Italia nessuno parla inglese, perfino i film vengono doppiati in italiano, etc.” non reggono più, soprattutto da quando in Rete hanno iniziato a fare la loro comparsa numerosi strumenti, piattaforme, start-up e chi più ne ha, più ne metta, per imparare l’inglese e molte altre lingue straniere. Anche gratuitamente. Un po’ di tempo fa ne avevo largamente parlato in questo post, elencando soluzioni sia gratis sia a pagamento per studiare e/o migliorare la lingua inglese.

Guarda caso, c’è chi in Italia non se n’è stato con le mani in mano ed ha saputo cogliere il crescente bisogno di miglioramento delle proprie skills linguistiche espresso sempre più frequentemente da persone di tutte le età – vuoi per studio, vuoi per lavoro, vuoi per futuri progetti di espatrio – per creare un servizio accessibile e innovativo, ma soprattutto utile, alla portata di tutti.

Fluentify nasce dalle menti e dalle capacità di quattro giovani torinesi: Giacomo Moiso (CEO), Claudio Bosco (Direttore Creativo), Andrea Passadori (Marketing) e Matteo Avalle (CTO). Un’idea vincente in grado di raccogliere sin da subito consensi e attenzione da parte dei media, nonché prestigiosi riconoscimenti internazionali. Ad oggi, Fluentify conta più di 12.000 iscritti e 50 tutor madrelingua.

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London is Fashion: imparare l’inglese per lo shopping e… per un futuro nella moda!

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Tirate un sospiro di sollievo, voi e i vostri armadi: siete a Londra, la città dove andare a fare la spesa in pigiama alle 11 della sera non è tabù (fatto), il posto incantato in cui è possibile attraversare la strada per andare all’off licence un minuto dopo essere usciti dai fumi della doccia, con tanto di accappatoio rosa shocking e turbante (esemplare avvistato), questo microcosmo di bizzarri animali metropolitani che mai si sognerebbero di squadrarvi da capo ai piedi o giudicarvi per i vestiti che indossate. “Ma solo perché non capisci la lingua“, mi è capitato di leggere da qualche parte. E mi sa che è vero.

Dicerie a parte, è innegabile che le strade della capitale inglese siano un brulicare incessante di stili e tendenze in continuo divenire, un vero e proprio laboratorio spontaneo a cielo aperto dal quale creativi e stilisti pescano a piene mani per dare vita alle proprie passerelle, e proporre idee nuove da una fashion week all’altra in ogni angolo del globo. E a proposito di FW, si è conclusa da quattro giorni la Settimana della Moda di Milano, e anche Londra sta dando una lucidata alle sue catwalks in vista della Fashion Week di febbraio 2015. Non che l’argomento mi appassioni particolarmente, ma è importante sottolineare l’importanza crescente che questo tipo di eventi stanno iniziando ad avere in quel di Londra, spesso e volentieri oscurata dai riflettori di Parigi e Milano nonostante un curriculum glorioso fatto di nomi e di eventi importanti per la storia della moda a livello mondiale.

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[Videografica] Londra e i suoi “must do”: le opinioni degli studenti

 

Il Big Ben e le Houses of Parliament. Trafalgar Square e London Eye. E le torri, le due più famose: Tower Bridge e Tower of London.

Un recente studio effettuato dalla scuola Kaplan International English, che organizza corsi di inglese nella capitale, ha evidenziato i luoghi preferiti e più ammirati dagli studenti delle scuole di Leicester Square e Covent Garden. I 535 intervistati, di età compresa tra i 18 e i 59 anni provenienti da ben 48 Paesi diversi, hanno avuto l’occasione di esprimere le loro preferenze sulle attività ed i punti di riferimento artistico-culturali che da sempre caratterizzano la vibrante metropoli inglese.

I risultati non sorprendono più di tanto, quasi a voler confermare i punti di forza che fanno di Londra, ormai da anni, la meta prediletta del turismo globale. 

Oltre alle attrazioni citate in apertura, il 26% intervistati ha espresso tutta la sua ammirazione per il British Museum, ma anche per la National Gallery, molto amata da un buon 18%. National History Museum e Tate Modern hanno raccolto lo stesso numero di preferenze, il 13%, mentre il Science Museum si aggiudica, quasi a sorpresa, l’ultimo gradino della top 5 con l’8% delle preferenze.

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Studiare l’inglese a Londra e in UK: vacanze studio estive in Inghilterra, why not?

Correva l’anno 2003. Minorenne con il tarlo dei viaggi e dei libri, avevo poche certezze nella vita, se non quella di imparare quante più lingue possibili per permettermi di girare il mondo una volta entrata di dirittto nell’Olimpo degli adulti.

Che la parola “viaggiare” in seguito sarebbe stata inscritta all’interno di alcuni limitati periodi di tempo chiamati “ferie”, lo sapevo, ma ai tempi no, ancora non ci pensavo (e la sola idea mi inorridiva alquanto).

Insomma, per farla breve: al fine di sventarmi almeno metà dei canonici ed obbligati tre mesi di permanenza in Sardegna che mi toccavano ogni anno (ingrata che non ero altro) in compagnia dei miei genitori, me ne esco fuori con un “voglio andare all’estero e studiare BENE l’inglese”.

Facevo il linguistico, ai tempi, e l’albionica lingua era una delle poche materie in cui potessi vantare voti più che ottimi. Ma, si sa, studiare l’inglese a Londra è ben altra cosa che farlo in Italia. Da sognatrice che ero, la mia idea era quella di imbarcarmi sul primo aereo per Londra, zaino in spalla, e girovagare qua e là parlando con sconosciuti e lavorando presso non meglio precisati ostelli. I miei genitori ovviamente erano di tutt’altro parere, alché arrivammo ad un compromesso: una vacanza studio in Inghilterra.

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Corsi d’inglese a Londra: consigli e informazioni

Aggiornato al 5 febbraio 2015

Sapere e studiare l’inglese, dicevamo. Magari anche un po’ prima di arrivare a Londra, ché poi lo shock di ritrovarsi ad un colloquio di lavoro senza saper spiccicare una sola parola nell’albionica lingua non è esattamente il massimo. Senza contare il fatto che le strade della capitale UK sono animate (anche) da personaggi coraggiosi che lamentano, a quanto pare, la padronanza eccessivamente perfetta dell’inglese da parte degli inglesi, capri espiatori d’eccellenza per chi, evidentemente, non sa far dell’emigrare né arte né esperienza.

Polemiche a parte. Questo post è tutto per voi, amici italiani espatriati a Londra, o con l’intenzione di, che sapete di non sapere o sapete di poter sapere, forse, un giorno, l’inglese. L’argomento è vasto, alché troverete l’articolo suddiviso in più categorie, abbinabili alle più disparate esigenze.

Premessa necessaria: lo “shock linguistico”, una volta messo piede a Londra, c’è quasi sempre, anche se vi ritenete/siete stati certificati ad un livello Advanced. Personalmente, penso che coloro che siano già in possesso di un’ottima conoscenza della lingua debbano solo pazientare, circondarsi di coinquilini e conoscenti stranieri, meglio ovviamente se inglesi madrelingua, e auspicare un notevole miglioramento sotto il profilo comprensione/parlato nel giro di un paio di mesi. Questo, però, ovviamente sta a voi.

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Perché è importante imparare l’inglese prima di trasferirsi a Londra

Prima o poi l’argomento doveva saltare fuori, e allora eccoci qua a pelare questa brutta gatta: l’inglese. La lingua, questa sconosciuta.

Strapazzata nelle scuole italiane, tra piani di studio poco credibili ed insegnanti dal maccheronico accento, ignorata dalla scena culturale del Belpaese, al punto che l’Italia è ancora uno dei pochi Paesi in Europa a trasmettere tutti i film meticolosamente doppiati, con buona pace dell’umorismo originale, che a fare il confronto ti viene da piangere.

Il fatto che desta più preoccupazione è che sono ancora numerosi i giovani in possesso di istruzione secondaria superiore o laurea a non essere in grado di sostenere una conversazione in lingua inglese, proprio in un periodo storico in cui la sua conoscenza è data ormai per scontata, al punto che il possesso di buone skills linguistiche di un altro idioma, almeno europeo (che non sia la propria lingua madre) è requisito preferenziale per entrare nel mondo del lavoro e fare carriera.

Per farvi almeno un’idea minima di come siamo messi in Italia con lo studio dell’albionica lingua, date un’occhiata a questa classifica: Indice di conoscenza della lingua inglese (EF EPI).

Sono tante le persone che mi scrivono o che chiedono informazioni nei forum o nei siti web dedicati a Londra, persone interessate a sapere quale deve essere il livello minimo di conoscenza della lingua per accedere ai corsi universitari in Inghilterra o per lavorare a Londra e in qualsiasi altra città del Regno Unito.

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Lezioni semi-serie di inglese per italiani a Londra #1: “Hello, how are you?”

Quante cose diamo per scontate. Ma quante?

No, è che io l’inglese lo parlo da tanto, tanto tempo. Da così tanto che, pur potendo vantare un livello di conoscenza linguistica più che avanzato, in realtà dovrei parlarlo ancora meglio di quanto in effetti già non faccia.

Quando mi parte l’accento British
poi, quelle rare volte che capita, nella mia testa è un tumulto di Union Jack sventolanti in perfetto sincro e parvenze di lontani scorci da cronista della Bbc.

Poi indosso la divisa del mio attuale lavoro e mi passa, giuro.

L’inglese lo parlo da tanto tempo, dicevo, eppure c’è una cosa con la quale non mi sono ancora ben accostumata.
Mi vergogno a dirla.
La dico?
Ok.
Ce la posso fare.

Insomma: provo un disagio immenso quando le persone – soprattutto i madrelingua – mi salutano, indipendentemente dal contesto in cui mi trovo, con il solito: Hi/Hello/Hey. How are you?

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