I sei secondi per far notare il tuo CV in inglese

Businessman accepted CV sitting in the office

A cura di The CV Architect

Cosa vede un recruiter quando legge il tuo curriculum in inglese? Quali dettagli vengono presi in considerazione e quali invece vengono tralasciati? A questa domanda ha risposto la compagnia americana Ladders Inc, che ha condotto uno studio scientifico per analizzare il comportamento dei selezionatori di personale quando effettuano lo screening dei curricula. Questi i risultati della ricerca:

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Scrivere il curriculum per cercare lavoro a Londra: un esempio e alcune idee

Pssst! Stai cercando lavoro a Londra o in UK? Dai un’occhiata qui: Ricerca lavoro a Londra e nel Regno Unito: elenco di risorse utili online

Se invece stai pensando di tornare in Italia, cerca con Jooble: Lavoro in Italia.

Prima cosa: prendete quel Curriculum Vitae formato Europass e bruciatelo. Ora. Adesso.
Seconda cosa: aprite un documento Word bello bianco come il latte e iniziate a spremere le meningi.

Preparare un buon curriculum per cercare lavoro a Londra o in altre città del Regno Unito è facile e difficile al tempo stesso. Facile, perché se siete professionisti già belli fatti e finiti e sapete dove volete andare a parare una volta messo piede in UK, siete a metà dell’opera. Sempre che parliate l’inglese. Difficile, perché chi ha una laurea ma poca se non alcuna esperienza nel settore in cui si aspira a progredire, potrebbe fare un po’ di fatica a trovare ciò che desidera.

In quest’ultimo caso, le strade da prendere sono due: 1. mandare comunque il curriculum in giro e provare a sostenere qualche colloquio, sempre che salti fuori; 2. cercare un tirocinio part time o full time a seconda dei casi (ce ne sono a bizzeffe, in tutti i settori, spesso ahimè non retribuiti). Ci sarebbe un’altra alternativa: trovare un lavoro qualsiasi che permetta di coprire le spese affitto-trasporti-spesa-uscite e, nei ritagli di tempo, farsi le ossa nel settore a cui si aspira mettendo a disposizione la propria buona volontà per lavorare alla corte di qualche studio/professionista in cambio di insegnamenti extra ed esperienza sul curriculum. Questo sta a voi, alla vostra capacità di iniziativa, al tempo e alle risorse a disposizione, perché generalizzare è inutile.

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Cercare (e trovare) lavoro a Londra: come muovere i primi passi

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Pssst! Per lavorare a Londra e pagare le tasse dovete aprire il NIN – National Insurance Number: leggete qui come fare.

Scandaloso: ho aperto questo blog un anno e mezzo fa – 18 mesi precisi precisi – e ancora non ho scritto un post su una delle principali ragioni per cui gli italiani decidono di lasciare lo Stivale alla volta della Perfida Albione: il lavoro! Ovvio, no?

Lavorare a Londra è il sogno di molti, laureati e non, giovani e non, e in Rete è facilissimo imbattersi in testimonianze contrastanti rilasciate da persone che o si aspettavano di trovare immediatamente una posizione prestigiosissima e pagatissima non appena messo piede in città, oppure che trovano subito la posizione dei loro sogni grazie all’esperienza lavorativa maturata in Italia, oppure che sono laureati ma non trovano niente di meglio che lavoretti in café e ristoranti, e potrei andare avanti all’infinito.

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Londra e l’ossessione Customer Service

Sarà che sono un po’ orsa inside, sarà che ho abitato per tanti anni a Genova dove, nonostante i numerosi e lodevoli sforzi per togliersi di dosso l’immagine di città nemica dei turisti e del turismo stesso, tra un sorriso forzato e l’altro nei negozi aleggia sempre quell’arietta velenosa sibilata dai denti stretti dei commessi o delle commesse nel tentativo di soffiare via l’isteria latente anziché locuzioni di indubbia onestà intellettuale quali “Non rompere le palle con le tue richieste da consumista viziato o ti gambizzo con un tacco 12“. E aggiungerei: “Stracciabelini”.

Per dire.

(A Genova andateci comunque: merita in ogni suo angolo e ci sono un sacco di cose da fare e da vedere, specie in estate. Le mie impressioni sono tali perché è la città che posso dire di conoscere meglio rispetto alle altre in cui ho abitato, tutto qua).

Genova a parte, che rimane comunque il posto che più di ogni altro mi ha influenzato a livello di abitudini e valori in un contesto urbano, l’Italia intera in quanto a Customer Service è parecchio scarsina. Non sto sputando nel piatto in cui sono cresciuta e in cui ho mangiato per gran parte della mia esistenza: è come siamo stati abituati a vivere, è una questione culturale, la performance corale di un intero popolo, nonostante le sue – a volte enormi – differenze interne.

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