Il 2014 di [Banalmente] A Londra

fireworks london

Il 2014 è stato un anno veloce, bello, allegro, pieno di progetti – anche non realizzati, ma c’è tempo – e poi le solite corse londinesi, quella perenne rincorsa struggente alla ricerca di un tempo che alle volte a Londra è poco generoso, e ancora brevi breaks tra un viaggio e l’altro e la costante, piacevole attesa di quei momenti di scalpitazione.

Ho scritto abbastanza, non tanto quanto avrei voluto, ma adesso che i giochi sono fatti non mi resta che tirare le somme sul 2014 di questo blog e, chissà, magari provare ad abbozzare idee e sorprese per il 2015 🙂

Iniziamo col dare i numeri: il post più letto di sempre del blog non è del 2014, bensì del 2013. Indovinate un po’ qual è? Facile: Iscriversi all’università a Londra e nel Regno Unito che è anche l’articolo più commentato di sempre su questo blog, con ben 100 commenti (la metà però sono miei, eh eh, devo rispondervi uno ad uno!), senza contare le mail ricevute per domande sul medesimo argomento. Al secondo posto si piazza un blog post sempre del 2013, le 10 cose da non fare prima di trasferirsi a Londra. Sempre attuale, ma mi toccherà presto ampliare l’argomento “trasferirsi a Londra” per offrirvi quanti più aiuti e spunti possibili! Al terzo posto, finalmente, un post pubblicato nel 2014: Quanto costa vivere a Londra? Suggerimenti per un budget realistico pre-partenza. Ammetto di essermi divertita molto a scriverlo, e mi fa altrettanto piacere che l’articolo abbia ricevuto le vostre attenzioni. 

Ma c’è dell’altro. Su questo blog abbiamo parlato, tra le altre cose, dei trasporti londinesi e delle norme generali di comportamento da seguire su di essi; di banche e di come aprire un conto corrente a Londra; si è scritto di lavoro, ovviamente, e snocciolato qualche risorsa utile per iniziare a rompere il ghiaccio una volta arrivati in città; non poteva mancare un articolo sui prezzi delle sigarette a Londra, argomento richiestissimo e sempre in voga (ahimè, e lo dico da fumatrice part-time).

Nel 2014 si è sicuramente parlato molto di studio: dall’importanza di arrivare a Londra con una conoscenza buona della lingua ad una lista di suggerimenti per migliorarsi, anche gratis, sia dall’Italia che nella City, passando per le vacanze studio e una particolare start-up per parlare in inglese con tutor madrelingua. Ad un anno di distanza, sono tornata a parlare di università: Università a Londra e nel Regno Unito: domande frequenti contenente tutte (o quasi) le informazioni che voi lettori mi avete richiesto nel corso dell’ultimo anno e ulteriori approfondimenti. Il post è in aggiornamento continuo, gli argomenti da affrontare sono proprio tanti e gli spunti praticamente infiniti!

Tra un post informativo e l’altro, si è fatta spazio anche un po’ di autoreferenzialità, ma poca poca: ad esempio, di quella volta che ho sentito l’Estate che mi sfiorava, e di quando è arrivata per davvero e mi son fatta coccolare dalla nostalgia; e poi, ho festeggiato il mio primo anno a Londra e ho detto addio a East London, felice di cambiare casa ma un po’ triste per l’arrivederci, o l’addio, al quartiere che mi ha accolto appena sbarcata nella City. Ho anche parlato, in modo un po’ bizzarro forse, della quotidianità del pendolare a Londra.

Qualche guazzabuglio qua e là: come preparare un’ottima Carrot Cake, l’ossessione dei londinesi per il Customer Service, la volta in cui qualcuno tentò di truffarmi mentre cercavo casa e… il mare a Londra. O quasi. 

Mea culpa, ho esplorato poco la città, perlomeno sul blog. Ho viaggiato parecchio, ecco perché. Sono stata due volte nella mia prima città di adozione, Genova, e ne ho parlato (poco) soltanto una volta, perché scrivere delle cose belle alle volte può essere molto difficile ed impegnativo; a maggio, approfittando di un Bank Holiday, sono tornata dopo 7 anni ad Amsterdam per una zingarata molto divertente con tre amiche; a luglio ho fatto un bel viaggio on the road in Turchia con un’amica, e naturalmente abbiamo sostato anche nella magica Istanbul; ad agosto io, il mio ragazzo e una macchina a noleggio abbiamo esplorato la splendida Cornovaglia, camminando tra sentieri sperduti, esplorando spiagge isolate raggiungibili solo calandosi con delle corde giù da ripidi pendii e fatto il bagno in acque ghiacciate con le foche a pochi metri di distanza. Sono stata anche due volte in Sardegna a trovare i miei genitori, e da non dimenticare il viaggio ottobrino a Fuerteventura e Lanzarote, una ventata di refrigerio nel mezzo del fresco autunno londinese: conto di rifarmi presto con il racconto di queste ultime tre isole. 

E il 2015? Pur non essendo una grande fan dei buoni propositi, mi auguro di riuscire a scrivere di più su Londra, sui suoi quartieri e i suoi angoli ancora nascosti, vorrei fare più foto, muovermi di più da una parte all’altra della città, e poi viaggiare ancora tanto: una tappa overseas, alcune in Italia, almeno una in UK, un paio nel resto d’Europa. Soldi permettendo.

E voi, cosa vorreste leggere su Londra tra queste pagine?

Buon 2015!

 

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7 thoughts on “Il 2014 di [Banalmente] A Londra

  1. Ciao carissima, buon anno a te!
    Il tuo blog è uno splendido punto di riferimento per coloro che vogliano venire a vivere a Londra, è bello anche solo leggerne e poterne sognare!
    Ah, io una richiesta ce l’avrei, spero tanto che l’idea ti piaccia, mi sembra anche molto facile da realizzare, è proprio il suggerimento che ti aspetteresti da Miss Fletcher, lo so 🙂
    E dunque, mi piacerebbe se tu facessi una rubrica sulle Blue Plaques, cosa ne dici? Ce ne sono talmente tante e tutte di personaggi interessanti!
    A presto cara, buona serata!

  2. Ciao, Buon anno anche a te! Grazie mille per le tue parole! Ah le blue plaques, ma certo, quanto hai ragione, è da tantissimo che ci penso! Ne ho vista di recente una vicino alla mia nuova casa, pensa è in zona 4, e mi son detta: oh finalmente, allora non sono tutte a Bloomsbury!Grazie per il tuo commento, Blue Plaques subito nel listone 2015! A presto, un abbraccio!

  3. Ciao Samanta, mi piacerebbe tanto leggere un articolo tutto dedicato alle pasticcerie e ai ristoranti italiani, quelli che tu reputi migliori, insomma, quelli dove è necessario farci un salto!
    Mi interesserebbe anche sapere se secondo te, sono già fin troppi( (bar e ristoranti made in Italy) e se è sconveniente pensare di metter su un’attività del genere.
    Grazie.
    Chiara, tua lettrice assidua.

  4. Ciao,
    forse di messaggi come il mio te ne scriveranno a migliaia, ma fa niente, voglio unirmi alla lista anche io! Ho in mente di fare il grande passo e trasferirmi a Londra con il mio fidanzato, ma ho mille dubbi e mille paure. Vivo nel sud Italia, in una terra remota e desolata dove quel poco che hai devi tenertelo stretto, partire lasciando tutto mi terrorizza non poco. Qui un lavoro ce l’ho (io si, ma il mio fidanzato, dopo una laurea e tante promesse è ancora a spasso), ma non vengo ben retribuita, guadagno poco più di 600 euro al mese, lavoro tutto il giorno, pur avendo un contratto part time, e non ho alcuna possibilità di crearmi un futuro, in compenso il contratto è a tempo indeterminato cosa che comunque mi fa sentire sicura, anche perchè nel settore dove lavoro io la crisi non esiste, di contro il mio datore di lavoro è un vero stronzo, schiavista e disumano. I miei genitori non sono molto favorevoli al mio trasferimento, non possono supportarmi economicamente e nel caso in cui dovessi fallire e tornare in Italia so che non potrei avere il loro appoggio. Non parlo inglese, ma ho tanta voglia di lavorare per potermi permettere una vita migliore di quella che ho qua, perchè con 600 euro al mese non puoi permetterti una famiglia. il mio fidanzato è ormai certo di fare i bagagli, la mia domanda è: sarebbe meglio partire insieme, intraprendere quest’avventura in due, così da darsi forza nei momenti più duri e trovare una sistemazione quanto prima, oppure far partire prima lui, che un lavoro non ce l’ha e non ha tanti vincoli e raggiungerlo quando poi avrà già trovato un impiego?
    Grazie, e complimenti per il tuo blog! 😉
    Saluti.

    • Ciao! Grazie per il tuo messaggio! Ti rispondo volentieri, però se vuoi possiamo scriverci per posta elettronica, così ti rispondo un po’ più privatamente, cosa ne dici? Il mio indirizzo email è lalaureanda at gmail dot com.

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