Scozia e isola di Islay, tra un whisky e l’altro – Islay, Isole Ebridi (parte 2)

Il viaggio prosegue nell’isola di Islay, nelle Ebridi interne. Se vuoi leggere la prima parte del viaggio in Scozia, clicca qui.

Viaggiare è fatica, ricerca, contemplazione.
Viaggiare per fermare tutto e fingere di rincorrere una destinazione, fermandosi per riprendere fiato e catturare la perfezione.

Mollare gli ormeggi da un mondo fatto di persone e ritrovarsi laddove il mondo vero non richiede altro che una tacita accettazione.

L’attesa può coincidere con l’arrivo. Gli occhi si allungano pazienti oltre la grigia lavagna marina. Silenziosi e vigili.

E’ gioia e tempesta, brivido e timore. La pace dei sensi domanda un bicchiere che sappia contenere il mare e un testimone ammaliante quanto ingannatore.

Bellezza che detesta gli aggettivi. Impotenza, vigore, rassegnazione. Incondivisibile ammirazione.

Spazio che fugge alla sua cattura. Occhi legati da un vento che non può raccontare.

Casa è tweed per raccontare storie, pochi centilitri di elisir e un distillato fumoso che sa di “restiamo”.

Il cielo unisce, la terra divide, il mare è messaggero.

Cercare risposte incrinando un po’ i pensieri, là, vedi la fine? Ecco, non esiste, se svolti a destra.

Sempre ad un passo dal vedere meglio. Barriera, o forse scrigno, per proteggere il tesoro.

Nella magica e pacifica isola di Islay il tempo è un bene prezioso per le parole. Potreste ritrovarle, e riversarle tutte assieme sul bancone di un pub in compagnia dei simpatici e loquaci abitanti del luogo; potreste perderle, preferendo a loro l’assordante sovrapporsi degli altri sensi. Oppure, come è capitato a me, potreste incontrarle, sceglierle, per poi conservarle, proprio come succede ai loro rinomati e carismatici whisky, che riposano per anni nel ventre di mura cullate dalle acque del mare per poi venire al mondo, saggi e temprati, e andare incontro a labbra ansiose di storie da raccontare.

Informazioni di viaggio – Isola di Islay (Ebridi interne)

Quando andare: Islay gode di un clima relativamente mite rispetto al resto della Scozia, ma attenti a recarvi nell’isola durante la stagione invernale perché in caso di cattivo tempo le navi non salpano. Ad ogni modo, ai primi di dicembre l’isola è vuota, aspetto particolarmente piacevole dal momento che, con tutta probabilità, avrete modo di visitare le distillerie in compagnia della sola guida. E magari scroccare qualche assaggino in più.

Come arrivare: Islay è raggiungibile via traghetto da Kennacraig (Tarbert), Oban e Colonsay con la compagnia Caledonian MacBrayne. L’isola è servita da due porti: Port Ellen (a sud) e Port Askaig (a nord). Prezzi a partire da 6 sterline a tratta per persona, passaggio ponte. Controllare sempre le informazioni relative allo stato di servizio, dal momento che in caso di brutto tempo potrebbero esserci dei disagi. Per restare sempre aggiornati, consultare questo link. Per raggiungere gli imbarchi da Glasgow è necessario prenotare i pullman in partenza dalla centrale Buchanan Station attraverso Scottish Citylink. Prenotando su Internet, occhio alle offerte! Prezzi a partire da 6 sterline a tratta per persona.

Taxi: da Port Askaig a Port Ellen il prezzo di una corsa in taxi è di circa 35 sterline. Informazioni su questa pagina.

Autobus: più economico del taxi, offre sporadici collegamenti tra Port Askaig e Port Ellen passando da Bowmore, la “capitale” dell’isola di Islay. Il costo di un viaggio sola andata da Port Askaig a Port Ellen, o viceversa, è di circa 5 sterline.

Dove dormire: l’isola di Islay conta diverse opzioni di alloggio, soprattutto b&b. Io ho soggiornato all’Islay hotel: affacciato sulla baia di Port Ellen, è un albergo delizioso gestito da personale molto gentile e professionale. Camere pulite ed accoglienti, colazione fantastica con ampio menu, bel ristorante e cibo veramente ottimo. Gli aggettivi si sprecano, insomma. C’è anche un simpatico pub che in alcune serate offre musica dal vivo e un’invidiabile offerta di scotch whisky, alcuni anche molto ricercati (e cari!). Stra-consigliato. Prezzi per una camera doppia a partire da 65 sterline a notte, colazione inclusa.

Whisky e distillerie: Islay conta ben 8 distillerie, che producono alcuni tra i migliori whisky single malt al mondo. Non è un caso che l’isola attiri frotte di turisti da ogni parte del globo, in particolare dagli Stati Uniti (che invece sono famosi per i loro blended whisky bourbon). A nord troviamo Caol Ila (vicinissima a Port Askaig, quindi se volete farvi un bicchierino prima di recarvi in hotel…), Bunnahabhain e Bowmore. A ovest ci sono invece le meno conosciute Bruichladdich e KilchomanInfine, il sud di Islay è il regno delle distillerie più famose e rinomate: Ardbeg, Lagavulin e Laphroaig.

Tutte le distillerie offrono diversi tour guidati alla scoperta del processo di distillazione del whisky e, ovviamente, degustazioni. Non mancano ovviamente piccoli shop dedicati alla vendita di bottiglie e gadgets vari. Un piccolo consiglio: se avete prenotato una visita guidata, cercate di arrivare una mezz’oretta prima: ci sono alte probabilità che riusciate a conquistare una degustazione pre-tour omaggio. E se non vi viene offerta direttamente dallo staff, sentitevi liberi di chiedere: difficilmente vi negheranno un assaggio portatore di probabili introiti!

 

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12 thoughts on “Scozia e isola di Islay, tra un whisky e l’altro – Islay, Isole Ebridi (parte 2)

  1. Le distillerie sono 8, Port Charlotte non esiste più da anni ma Bruichladdoch imbottiglia alcuni whisky con quel marchio. Gli USA non sono famosi per i blended ma per i bourbon…

    • Ad Islay mi hanno detto che le distillerie sono 9 perché ce n’è un’altra minuscola che ha aperto da pochi anni, mi ricordavo fosse Port Charlotte ma evidentemente ho capito male. Per quanto riguarda il whisky americano, ho preso male i miei appunti. C’è sempre qualcosa da imparare. Ciao anche a te, comunque.

      • La nona distilleria non sarà Port Charlotte, il progetto è saltato da qualche tempo (consiglio agli amanti della torba di provare le etichette omonime prodotte da Bruichladdich). Ci sarà invece una piccola distilleria in una fattoria, Gartbreck, probabilmente nel 2015. Ai possono ancora bere whisky, a caro prezzo, di Port Ellen, ora malteria, e chiusa trent’anni fa. Slainthe.

      • Sì so che Port Ellen è stata chiusa molto tempo fa, non ho avuto modo di provare quel whisky perché, ehm, prezzi carucci…Su Port Charlotte c’è un po’ di controversia, l’ultima versione che ho sentito riguarda un’apertura prevista per il 2016, basandomi ovviamente su quello che mi hanno detto quelli del posto, comunque può darsi benissimo che sia come dici tu!

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