Lavorare da Primark a Londra

Una tra le principali lezioni di vita che ho ricevuto dalle prime esperienze lavorative post-diploma – ed è una lezione che non mi è stata impartita, ma che è venuta da sé – è che non si impara mai abbastanza dal lavoro che si sta facendo, indipendentemente da quello che è.

Basta essere solo un po’ ricettivi, tenendo le orecchie ben tese, per “assorbire” quello di cui c’è bisogno.

Insomma, se fare la cameriera alcune estati fa mi ha insegnato ad essere paziente con i clienti, anche quelli più arroganti e odiosi (ehm, con i dovuti limiti: la tizia che una sera mi diede delle botte di orba perché il suo frappè non era abbastanza rosa è dovuta tornare a casa strisciando sulle ginocchia per tutte le volte in cui mi ha dovuto chiedere scusa) dall’altra parte mi ha anche insegnato ad essere una cliente migliore.

Tale importante insegnamento ha ricevuto di recente una bella rinfrescata, e questo grazie all’esperienza – iniziata a maggio e conclusasi sabato 2 novembre – che mi ha vista lavorare part-time come commessa all’interno del negozio che tutti – e dico TUTTI – passano in rassegna quando mettono piede a Londra.

Dai, su. Avete capito. Quello grande, che non ha i bagni, con grande sconforto per le signore.
Quello che affaccia su Oxford Street e d’estate è affollato di ragazzini italiani in vacanza studio.
Quello che inizia con la P e finisce con la K, e a Dublino, e solo lì, si chiama Penneys.
Quello che costa poco. Eddai.

Primark Oxford Street – Marble Arch (di recente ne ha aperto uno anche nei pressi della stazione di Tottenham Court Road).

La reazione solita di coloro a cui rivelavo l’identità del negozio dove ho lavorato ogni singolo sabato degli ultimi 6 mesi è sempre stata più o meno questo: “Oh-my-god-are-you-f******-kidding-me?

Composta, non c’è dubbio. Ma spiega perfettamente il perché lavorare da Primark sia considerato alla stregua di una follia, sì, il gesto folle di una persona con eccessi di pazienza da svendere e da regalare in pasto alla marmaglia di pazzi psicolabili che decidono di sacrificare il proprio weekend in quello che è probabilmente il negozio in assoluto più affollato di Londra. E sto parlando di concentrazione di persone per metro quadro, non di “visite uniche”.

Comunque sia, come spesso succede, anche in questo caso posso dire con certezza che “farlo” è assai meno che peggio che “immaginarlo”. Ovvero: lavorare da Primark è stato molto più bello e interessante di quello che chiunque che sia mai entrato lì dentro al solo scopo di fare acquisti – e ne sia uscito quasi sicuramente traumatizzato – può anche solo e lontanamente immaginare.

Come spiegavo sabato ai miei colleghi, la mia decisione di lasciare Primark è stata motivata dal fatto che necessito di più tempo libero per dedicarmi ai miei impegni extra-professionali ed extra-universitari (e non sto parlando di shopping, clubs, locali, eccetera) essendo già impelagata, seppur con molto piacere, in un lavoro full-time e in un corso di laurea triennale.

Un’altra cosa che ho spiegato ai miei colleghi è che l’unico motivo per cui sono contenta di aver mollato il lavoro da Primark è che non dovrò mai più avere a che fare con loro: i clienti. L’argomento merita un post a parte che presto verrà pubblicato su queste pagine.

La notizia adesso ovviamente è un’altra: da Primark cercano sempre un sacco di personale. Risparmiate di inchiostro per la stampante e non state a presentarvi di persona in negozio, l’application dovete farla esclusivamente on line alla pagina Primark Careers.

Inutile dire che il vostro livello di inglese deve essere buono, o almeno abbastanza da sostenere un colloquio molto serio e formale della durata di mezz’ora durante il quale vi verrà chiesto di fornire esempi e capacità concrete nel customer service, quindi sfoderate una bella parlantina fiammante andando dritti al punto, e il resto verrà da sé.

Il processo di reclutamento è velocissimo: la convocazione per il colloquio nel mio caso è avvenuta un paio di giorni dopo l’invio del curriculum, e il giorno dopo l’interview sono stata informata dell’avvenuta assunzione. Segue una mezza giornata di “induction” (spiegazione della policy aziendale, procedure di sicurezza, varie ed eventuali sul lavoro da fare) e poi il giorno dopo via, a lavorare.

In sostanza, tra l’invio del curriculum (che in realtà è più compilazione di un form online) e il primo giorno di lavoro passa all’incirca una settimana. Come per quasi tutti i lavori qui a Londra, dopo i primi tre mesi di prova, al termine dei quali si è soggetti ad una review da parte del proprio Manager, scatta l’assunzione a tempo indeterminato.

Benefits? Inserimento in uno schema pensionistico, paga oraria di 7.36 sterline l’ora (soggetta ad aumenti annuali a quanto pare), 24 giorni di ferie l’anno per il full-time e 5 per i “Saturday only”, possibilità di fare carriera, sempre che la vostra “fedina” non riporti un numero esagerato di ritardi e di assenze.

Ah, volete sapere se ci sono sconti sui vestiti? Mi dispiace deludervi, ma la risposta è no. In quanto staff, potrete godere solamente del privilegio di usufruire di una corsia preferenziale ogni qual volta vogliate fare acquisiti da Primark, in qualsiasi negozio e a qualsiasi ora. Dovrete comprarvi anche la divisa e, visti i prezzi, credo che la direzione dia abbastanza per scontato il fatto che risolverete il problema… in loco!

Infine, un consiglio: se avete ottenuto il lavoro solo per un giorno o due nel weekend sappiate che durante la settimana c’è sempre la possibilità di ottenere molti straordinari (soprattutto in primavera e estate). Ancora meglio, coloro che lavorano full-time da lunedì a venerdì possono guadagnare fino a 10.50 sterline l’ora nel caso in cui accettassero gli straordinari per il weekend.

Questo è quanto per quello che riguarda le cose “serie” su Primark; nel prossimo post andrò ad esaminare le esilaranti – ma non sempre – conseguenze del lavorare nel negozio (probabilmente) più folle ed incasinato di Londra…

 

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11 thoughts on “Lavorare da Primark a Londra

    • Ciao e grazie! Eh, dentro di me la pazienza l’ho persa parecchie volte, ma a Londra è sempre meglio restare tranquilli e sorridenti perché la maggior parte dei clienti sono abituati bene e se si sentono trattati male dai commessi ci mettono poco a lamentarsi con i superiori…Condizioni lavorative e paga sì, andavano bene, niente da dire su quello! Saluti!

  1. Ciaooo! Sono interessata a leggere il continuo, ma non hai aggiornato più.
    Io spero, una volta raggiunta Londra, di trovare lavoro come commessa..il mio problema è che sebbene capisco (non sempre tutto, ma in linea generale se non parlano troppo veloce, capisco abbastanza), non riesco ad esprimermi, sia perchè qui in Italia giustamente non ho con chi fare pratica, sia perchè mi rendo conto di fare più una traduzione dall’italiano all’inglese pur sapendo che è sbagliato. Insomma, so di non essere messa benissimo sotto questo punto di vista, ma spero vivamente di trovare qualcosa.

    • Ciao Lidia! Purtroppo sono sommersa dagli impegni, ma farò il possibile per aggiornare di più il blog perché avrei molto da raccontare, anche sotto il profilo professionale 🙂 Ma in questo periodo mi sto adoperando per recuperare! Non ti nascondo che l’impatto linguistico è abbastanza forte, anche per chi pensa di parlare bene inglese (io, ad esempio, sono partita con un livello di conoscenza c1 ma, una volta arrivata qua, il primo mese non è stato semplicissimo capire tutto quello che mi dicevano). Se comunque parli e riesci a comunicare abbastanza bene non dovresti avere problemi a trovare, ti consiglio di farti una bella lista di negozi e di attività commerciali e ti mandare il cv attraverso il loro sito, portare i cv a mano non serve a niente a meno che non trovi un annuncio fuori dalle vetrine.Se pensi di dover migliorare il tuo inglese, vieni qua portandoti abbastanza soldi da vivere per due mesi abbondanti e stando a stretto contatto con gente che parli bene inglese, vedrai che farai passi da gigante nel giro di poco tempo! In bocca al lupo

    • Ciao, grazie! Io non compro quasi mai da Primark (non faccio molto shopping in genere XD) ma devo ammettere che è perfetto per le “emergenze”, ovvero quando si ha bisogno di qualcosa ma non si hanno abbastanza money a disposizione. Chissà se aprirà mai in Italia!

    • Ciao Elisa e scusa per la risposta tardiva. Il colloquio per Primark consiste in molte domande, di solito prendono persone che riescono a parlarlo e capirlo senza problemi, anche se la pronuncia non è perfetta. Dipende molto anche dalla mansione che andrai a coprire, però dato che devi parlare con i colleghi e con i clienti devi cavartela abbastanza bene. Un saluto

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