Le domeniche… fuori Londra: Brighton

Noi siamo quelli che… siamo forti, siamo qua per lavorare, vivremo anche in una città senza mare.
Noi siamo quelli che… ci abitueremo alla pioggia ed al freddo, ché tanto a Londra ci sono cose-da-fare-e-gente-da-vedere.

Noi siamo quelli che… il sole ce lo prendiamo al parco e, chissà, magari un bagno nel fiume senza i topi morti…

Seh, certo.
Un mese siamo durati. Un mese. Passa in fretta un mese eh, non è poi molto!
Quindi, complice un’amica, una domenica da riempire, biglietti del treno a 10 sterline a/r e previsioni del tempo apparentemente magnanime, decido di prenotare questa piccola fuga verso la perdizione: il mare. Che, per i londinesi stressati, corrisponde in particolare ad una parolina magica: Brighton.

E meno male che avevo controllato le previsioni del tempo. Vedete quella roba là, sopra il mare? È cielo, a quanto pare. E smettetela, italiani rimasti in Italia, di lamentarvi riguardo le prestazioni professionali dei vostri [nostri] meteorologi: pur consultando solo le previsioni della BBC, sono ormai giunta alla conclusione che i maghi del tempo britannici non attendano il venerdì sera per impetroliarsi di birra al pub, altrimenti non si spiegherebbe un tale scempio di previsioni MAI azzeccate.

Visto lo spesso strato di cotonazzo imbevuto di atroci presagi temporaleschi sopra la nostra testa, decidiamo comunque di zittire le nostre lamentele [ah ah ah, falso: da bravi genovesi non abbiamo abbandonato la sacra arte del mugugno nemmeno per un secondo, soprattutto a causa delle condizioni meteo] e di goderci comunque la giornata, a partire da una passeggiata sul Pier di Brighton.

Che cos’è il Pier? Un molo, semplicemente. Ma un molo assai diverso da quelli che siamo abituati a vedere in Italia: in Inghilterra, infatti, sembra che gli autoctoni amino follemente inzeppare questi innocenti moletti in legno con una sacco di cavolate al limite del trash da competizione: i chioschi, innumerevoli, che cucinano di tutto e di più; le veggenti che leggono la mano; quelli che con 1 pound vi fanno la foto vestiti con l’abito tradizionale di BOH; gli autoscontri, SISSIGNORI; l’ottovolante, che quando l’ho visto mi è passata di fronte un pezzo di infanzia estiva trascorsa sulle sponde radioatt… sabbiose e la passeggiata a mare della ridente cittadina di Vado Ligure beach; l’immancabile casa degli Orrori; le montagne russe, delle quali credo faccia più paura il costo di un singolo gettone rispetto alla corsa in sé [brevissima: 30 secondi – 1 minuto scarso per 4 pounds, are you kidding me?], e molte altre attrazioni buffe e inutili al tempo stesso.

Foto qua sopra: panorama sul Brighton Pier con tentato dettaglio di giostra inquietante, adatta per traumatizzare a vita i vostri bambini.


Ah, dimenticavo: la città di Brighton disponeva di un altro molo, il West Pier, distrutto da un incendio nel 2003. Da come potete vedere nella foto, i resti dello scheletro non sono mai stati rimossi dal mare. Vai a sapere il perché.

A Brighton si passeggia in tutta tranquillità sul lungomare e si sbircia, un po’ a destra e un po’ a sinistra, in direzione dei piccoli chioschi intenti ad elargire simpatiche ciotole ricolme di gamberetti e frutti di mare

Come è naturale che sia, tutto sembra richiamare il mare e la voglia di una vita più rilassata, spensierata…

… anche se non mancano i richiami alla vita 2.0 di tutti i giorni 😉

L’occasione è ghiotta per tastare di persona il primo fish&chips della mia vita. Non vado matta per i cibi fritti, però devo ammettere di essermelo gustato con grande gioia, mentre il cielo iniziava a mandare qualche segno di apertura sopra le nostre teste… Ah, una cosa: in Inghilterra potete pagare la carta di credito/debito OVUNQUE, tra un po’ anche per lasciare la mancia agli addetti dei bagni della stazione. È per questo motivo che ho iniziato ad evitare come la peste i locali che esibiscono tutti tronfi e contenti i cartelli CASH ONLY. Ovviamente non vi rilasceranno mai una ricevuta fiscale. Ora, dal momento che domandare lo scontrino quando non mi viene dato e mettere in evidente stato di imbarazzo/scazzo cronico il proprietario/commesso/whatever è uno dei miei sport preferiti in assoluto [specie quando mi trovo di fronte a gente palesemente arrogante] per mantenermi allenata e non smentirmi ho fatto lo stessa cosa con gli odiosissimi commessi ragazzini del grande chiosco di fish&chips presso cui mi son rifornita. Risultato: prima mi hanno guardata malissimo, poi hanno fatto finta di non capire, poi mi hanno dato uno scontrino… sì, ma la seconda ricevuta. Of course. Quindi, per favore, quando vi dicono che non accettano carte e quindi di andare a prelevare [magari pagando una commissione salaterrima] mandateli a quel paese.

Tornando a concentrarci su tematiche prettamente turistiche, Brighton è famosa anche per il suo Royal Pavillon, stravagante edificio dalle vaghe pretese orientaleggianti costruito tra la fine del Settecento ed i primi decenni dell’Ottocento come residenza per il futuro re Giorgio IV. Ora, detto tra noi: guardando la foto di cui sopra, a stupire le mie pupille non sono le guglie proto-bizantine del Royal Pavillon, bensì una cosa che all’inizio della giornata mai avrei pensato di poter scorgere, anche per un solo minuto. Sì, il cielo, il dannatissimo cielo azzurro. Un preziosissimo pezzo di paradiso comparso verso l’ora di pranzo che ci dà le speranze per proseguire nel nostro giro turistico.

Non mi verrebbe mai da dire che Brighton è “una bella città“. È carina, simpatica, colorata, accogliente. Ti mette a tuo agio. Forse non è un caso che sia considerata la capitale inglese dei gay...

Una cittadina così allegra e tollerante non poteva non accogliere a braccia aperta, nel corso della stessa domenica pomeriggio, una delle tappe inglesi dei ciclisti, e non solo, nudisti, già avvistati sabato a Londra [fantastici!].

Il centro di Brighton è piccolo e raccolto, semplice quindi da visitare. In Duke Street, a due passi dalla stazione ferroviaria, fermatevi ad ammirare la vetrina di uno dei negozi di cioccolato più famosi in Europa… Mai sentito parlare della Fabbrica di Cioccolato [programma televisivo in onda su Real Time]? Ecco, quella. Sì, ha sede a Brighton. Si chiama ChoccyWoccyDoodah. Se poi da Duke Street fate qualche passo in più e, scendendo, girate a destra, troverete il bar omonimo, che noi non abbiamo potuto provare a causa di una festa privata in corso dentro lo stesso. Duke Street, comunque, è questa via qua:

Il sole sbuca fuori solo nel tardo pomeriggio, e noi ne approfittiamo per berci una birra in riva al mare, prima di fare ritorno a casa…

A me Brighton piace. Nonostante quell’aria da baraccone dei divertimenti in riva al mare per londinesi stressati alla ricerca di svago e di cavolate, nonostante l‘acqua del mare fetida, nonostante quei dannati sassi sulla spiaggia che a camminarci sopra per più di due minuti son dolori, nonostante le solite attrazioni balneari fatte pagare a peso d’oro perché tutto quello che sta vicino al mare vale una fortuna. Per apprezzarla di più consiglio di passeggiare con calma per le stradine del centro, magari durante l’ora di pranzo, quando la maggior parte delle persone preferisce stare con i piedi sotto il tavolo. Trovo che sia un posto in grado di regalare buon umore e voglia di divertirsi anche con il cielo nuvoloso, il che è tutto dire.

Ah, dimenticavo.

Informazioni: Brighton è raggiungibile da Londra via treno con 1 ora – 1 ora e mezzo di viaggio. Il biglietto può costare anche solo 10 sterline a/r [11,70 euro circa]. Biglietti del treno prenotabili via National RailTrainLine.

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