Lezioni semi-serie di inglese per italiani a Londra #1: “Hello, how are you?”

Quante cose diamo per scontate. Ma quante?

No, è che io l’inglese lo parlo da tanto, tanto tempo. Da così tanto che, pur potendo vantare un livello di conoscenza linguistica più che avanzato, in realtà dovrei parlarlo ancora meglio di quanto in effetti già non faccia.

Quando mi parte l’accento British
poi, quelle rare volte che capita, nella mia testa è un tumulto di Union Jack sventolanti in perfetto sincro e parvenze di lontani scorci da cronista della Bbc.

Poi indosso la divisa del mio attuale lavoro e mi passa, giuro.

L’inglese lo parlo da tanto tempo, dicevo, eppure c’è una cosa con la quale non mi sono ancora ben accostumata.
Mi vergogno a dirla.
La dico?
Ok.
Ce la posso fare.

Insomma: provo un disagio immenso quando le persone – soprattutto i madrelingua – mi salutano, indipendentemente dal contesto in cui mi trovo, con il solito: Hi/Hello/Hey. How are you?

Fin qua tutto regolare.

Il disagio nasce nel momento stesso in cui io, persona solitamente allegra ed educata, devo rispondere al saluto.

Ovvio. Ma… Come?

Voi che state leggendo, penserete che sono d’un tratto rincitrullita, ma il dilemma a cui sto per sottoporre le vostre cervella ha dell’incredibile, che accomuna più persone di quanto possiate pensare.

Perché?

Perché no, non si risponde al saluto di cui sopra con un semplice e spensierato “Hello, I’m fine, thank you. And you?

No. Perlomeno, non sempre. A meno che non incontriate un amico al parco, o un’amica, quindi via con i convenevoli e ciao.
In questo caso, dite quel cavolo che vi pare.

Se invece vi trovate nei panni, chessò, del cliente, è assai probabile che andrete incontro ad uno tra i seguenti scenari (che guarda caso mi sono capitati tutti quanti):

1- entri in un negozio, commesso saluta con “Hello, how are you?” e tu, convinta, lo guardi dritto negli occhi e spari: “Hello, I’m fine, thank you! And you?” Risultato: Loser.

2- entri in un negozio, commessa saluta con “Hello, how are you?” e tu, un po’ meno convinta della volta precedente, rispondi: “Hello, I’m fine,  thanks” ma il risultatoè comunque LL, Little Loser.

3- entri in un negozio, commesso saluta con “Hello, how are you?” e stavolta tu, tronfia e sicura di te stessa, lo guardi dritto negli occhi e gli fai, allungando visibilmente la faccia nella sua direzione: “Hello, how are you?“. Risultato: Commesso Interdetto e Perplesso.

4- entri in un negozio, commesso saluta con “Hello, how are you?” e tu, stufa, lo ignori, sbiascicando un vago “Hello“. Risultato: Commesso Scazzato.

Per farla breve: al di là dei singoli risultati ottenuti in ciascuna delle interazioni sopra descritte, sono sicura del fatto che la soluzione migliore sia la numero 4 così fatta: salutate dicendo “Hello” normalmente con un sorriso velocissimo, guardando il vostro interlocutore dritto negli occhi, e subito dopo spostate lo sguardo altrove mantenendo il sorriso tipo paresi facciale e fingete spigliatezza. È la vostra unica ancora di salvezza.

 

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4 thoughts on “Lezioni semi-serie di inglese per italiani a Londra #1: “Hello, how are you?”

  1. Ciao! Bello questo blog, sto leggendo tutti gli articoli….ma quindi come si deve rispondere dopo “hello how are you?” non ho ben capito 🙂

    • Ciao Stefy, grazie e benvenuta 🙂 eh eh in effetti la questione dellàhello how are you non è ben chiara e chiedendo ale mie conoscenze le versini sono contrastanti, comunque dopo quasi un anno a Londra posso dirti che puoi rispondere tranquillamente con “I’m fine” o “good, how are you?” senza problemi. Ho come l’impressione che il più delle volte sia un’estensione del saluto, comunque se rispondi così direi che può andare bene!

      • ok grazie per il chiarimento 🙂 Ho letto che hai lavorato da Primark, non sapevo che ci fossero contratti per lavorare solo il sabato o solo il weekend, mi informerò! Posso chiederti che domande ti hanno fatto al colloquio di lavoro? Giusto per farmi un’idea 🙂

      • Si ci sono posizioni anche solo sabato, sabato e domenica, lunedi – venerdi oppure nightshift, ognuna delle quali con turni diversi. Il colloquio dura abbastanza, cerca di prepararti risposte a domande come “descrivi una buona esperienza di customer service”, “parlami di quando hai avuto difficoltà durante il tuo lavoro (inteso come retail) e come le hai superate, come si fa un buon customer service, da cosa deduci che hai fatto un buon lavoro di customer service. Insomma, customer service, non si era capito? 😀 L’importante è dare risposte immediate e convincenti, tranquilla e con un sorriso sereno, aspetto curato (non che vogliano commesse-modelle, comunque presentarsi ben vestite e un minimo curate può dare una chance in più).

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