Cose piccole e a caso che mi piacciono di Londra #1

Nella borsa che mi porto solitamente appresso non mancano mai una piccola agenda ed una penna, strumenti necessari che dovrebbero tornarmi utili per fare quello che in realtà non faccio mai: scrivere tutte le idee che mi saltano in mente, stupide o brillanti esse siano, affinché riesca a ricordarmele e a portarmele dietro – magari per progetti futuri, ma che ne so – per più di una mezza giornata.

Perché poi torno a casa e, di quelle idee, non ve n’è più traccia.
Ma tipo che l’omino del cervello le ha spazzate via col Napalm. 

Insomma, ora che mi sto costringendo a scrivere questo post non posso fare altro che maledire l’evanescenza dei miei sgranocchi mentali: come sarebbe bello avere tutto il materiale sotto il naso, così, taaac. Sono una abbastanza ordinata, anche nella vita online. Pazienza.

Ecco quindi un elenco approssimativo ed istintivo delle cose che più mi piacciono di Londra ad un mese dal mio arrivo tra gli albionici (o forse sarei più corretta se dicessi “tra gli italiani, gli spagnoli ed i francesi”).

1 – Correre all’interno di parchi giganti. Sì, a Genova correvo in Corso Italia o al Porto Antico con vista mare. Tuttavia, niente parchi, eccetto quello di Nervi, che però per me era un po’ lontanuccio. Qui lo spazio non manca, e soprattutto la gente non fa battute idiote e a caso quando vede dei corridori. Il motivo? Ah, saperlo.

2 – I reduced di Sainsbury. La nota catena di supermercati resta aperta spesso e volentieri fino a mezzanotte. Non è raro imbattersi in alimenti, riconoscibili da un bollino giallo, il cui prezzo è stato ridotto per facilitarne la vendita entro la vicina data di scadenza.

3- Il carillon del pulmino dei gelati. Lo si sente suonare più volte, soprattutto nel pomeriggio, tra le strade dei quartieri residenziali. Ho impiegato tre settimane nette a capire che quel carillon inquietante non proveniva dalla macchina di Dario Argento di passaggio con l’autoradio a manetta. Il gelato? Nulla a che vedere con quello italiano, sorry, però si fa perdonare per l’abbondanza di schifezze caloriche da aggiungervi.

4- La differenziata all in one. Il karma esiste, ed io ne ho le prove. Anni ed anni trascorsi a ravanare dentro ai sacchetti per riporre nel modo corretto i materiali da smaltire, a seconda dei cassonetti di destinazione, sono stati ricompensati dalla presenza di un bellissimo mini-cassonetto viola nel cortile di casa. Basta schiaffarci tutto dentro – carta, plastica, vetro, organico, etc. – ed i gentili signori netturbini del quartiere di Tower Hamlets provvedono una volta la settimana a svuotarlo, alla stregua di piccoli elfi notturni della rumenta.

5 – Le lavoratrici della City in tailleur e scarpe da running sulla metro. Le mie preferite. Stima incondizionata.

6 – La città di notte deserta. Dà un senso di privilegio e di onnipotenza girovagare per le strade londinesi in completa solitudine, solo qualche autobus notturno di passaggio come fugace compagnia. Per il resto, tutta la città giace sorniona mentre si gode anche lei del meritato riposo. E a guardarla di notte non fa più paura, così intima e accomodante prima che le luci si riaccendano.

7 – Le ragazze ubriache senza contegno. No, seriously: l’alcol in Inghilterra è un problema di portata enorme. Della serie, voi che vi ubriacate con una bottiglia di vino ed un limoncello: hello, siete dei pivelli. Tuttavia, le donzelle che scorrazzano senza calze e senza scarpe (no matter il tempo ed i gradi Celsius) in preda ad evidenti deliri etilici, magari mentre con la faccia spiaccicata contro la vetrina di un ristorante alitano sui vetri nel tentativo di guadagnarsi l’attenzione di camerieri particolarmente manzi, io le trovo davvero divertenti. Però auguro loro che la questione non si faccia troppo seria, col tempo, ecco.

8 – Pagare con la carta (di credito o di debito) ovunque. Le interminabili code al Bancomat di via Cairoli, vittima quotidiana di uno sportello dal software lento e dei soliti incapaci che stavano a smanettare sulla tastiera per delle ore, sono un lontano quanto ingombrante ricordo.

9 – I prezzi proibitivi delle sigarette. Così, a scanso di equivoci, anche dopo un’ubriacatura folle, non mi passa per la testa di fumare manco una sola bionda.

10 – L’odore. Ogni posto ha il suo, riconoscibilissimo, odore. Ho tante piccole madeleine dall’aroma sempre diverso per ogni casa in cui ho abitato, per ogni città che ho vissuto. Quella di Londra è ovviamente ancora in fase di elaborazione, mi sembra prematuro parlarne. Mangerò le altre solo quando ne avrò bisogno. Adesso, si sta bene così.

 

[Banalmente] a Londra è anche su FacebookTwitterInstagram e Pinterest!

Advertisements

6 thoughts on “Cose piccole e a caso che mi piacciono di Londra #1

  1. Grazie cara! Dovrebbero inventare un premio Pulitzer anche per le baggianate, tipo gemello versione giornalistica dei Razzie Awards 😛 (probabile che esista già!)

  2. Splendido articolo!
    Le sigarette sono sempre state care lì, davvero passa la voglia di fumare, eh? E molte delle cose che scrivi le ricordo bene, mi fai venire voglia di venire a Londra!
    Un bacio grande a te!

  3. Costano, eccome se costano! E hanno anche delle immagini a dir poco raccapriccianti sui pacchetti… Te la fanno passare la voglia, in tutti i modi! Meno male che ho smesso mesi fa… Un bacione e buonanotte!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s