Chi ha paura del Tier 4? Attività gratuite da fare a casa, sotto Natale o quando si vuole

A partire da domenica 20 dicembre, in seguito all’allarme lanciato dal governo inglese sulla diffusione di un nuovo ceppo del virus Covid-19, Londra e il Sud-Est dell’Inghilterra sono stati inclusi nel cosiddetto Tier 4:

Maggiori informazioni alla pagina https://www.gov.uk/guidance/tier-4-stay-at-home.

Le restrizioni del Tier 4 si sono abbattute sulle nostre teste già abbondantemente provate da mesi di regole (spesso confuse), permessi, polemiche e vita casalinga. Per chi ha la fortuna di poter lavorare da casa – presente -, il lato amaro della torta è rappresentato dall’impossibilità, o quasi, di poter vedere gli amici, uscire in compagnia e, insomma, avere uno straccio di contatto umano che non sia quello della propria bubble casalinga. Con tutto il rispetto per la bubble casalinga, ovviamente.

Poi, sì, certamente: non tutti seguono le regole, purtroppo. Ma questo è un argomento che non affronterò in questa sede.

Preferisco focalizzarmi su quello che posso fare in questi nuovi giorni di lockdown (o semi-lockdown), e trarne quanti più vantaggi possibili. Uno su tutti: sviluppare, migliorare o acquisire competenze. That’s my thing, folks! Mi considero una lifelong learner: il mio hobby principale è studiare, imparare, sporcarmi le mani con concetti, software, nozioni, parole, e via dicendo. E no, durante il liceo non ero la secchiona della classe: tutt’altro!

Questo è un modo carino per dire: se ce la faccio io, voi avete la strada spianata. Ho stilato una lista di risorse gratuite che utilizzo di frequente per restare ispirata e sintonizzata con quelle che sono le mie passioni. Il web è PIENO di risorse simili, ovviamente non posso includere tutto ciò che vorrei; prendetela solo come una serie di idee che possano stimolare la vostra curiosità.

Tutte le proposte qui di seguito sono in inglese.

ARTE

Photo by Toa Heftiba on Unsplash

A lezione di disegno con la Tate Modern
Una serie di video per imparare le tecniche di base utilizzate da grandi artisti.

Google Arts and Culture
Presenta una lista impressionante di attività – divertentissime! – tutte a carattere artistico. E’ possibile accedere anche alle collezioni virtuali di grandi musei. Ottimo anche per intrattenere i bambini.

Visite virtuali nei musei più importanti del mondo
Articolo di MentalFloss con alcuni suggerimenti su visite e guide virtuali – gratuite. Ovviamente, basta una ricerca veloce online per trovarne molti altri!

PROGRAMMAZIONE

Photo by Markus Spiske on Unsplash

Negli ultimi anni i corsi e siti web per imparare HTML, CSS, Javascript, etc. sono spuntati come funghi ovunque, e la buona notizia è che spesso sono fatti davvero bene e – bonus – gratuiti. Ne ho provati parecchi, e selezionato i miei preferiti:

Free Code Camp
Adoro Free Code Camp. Il programma è enorme e – ciliegina sulla torta – una volta ottenuta l’ultima certificazione offre la possibilità di ottenere esperienza nel settore lavorando con organizzazioni di volontariato.

Codeacademy
Forse più accattivante del primo dal punto di vista grafico, però il curriculum non è interamente gratuito e alcune sezioni sono a pagamento. Per iniziare, va benissimo.

COMPETENZE DIGITALIMARKETING, BUSINESS

Photo by NordWood Themes on Unsplash

Google Digital Garage
La lista di corsi proposta da Google è semplicemente fantastica. 100+ corsi, da come creare il proprio business online a come parlare in pubblico.

VINO

Photo by Serge Esteve on Unsplash

Sì, avete letto bene: vino. Due anni fa mi resi conto che scegliere un vino solo in base al suo prezzo non era più una competenza accettabile. Stanca di navigare nel buio accettando di bere ciofeche acquistate a occhi chiusi (e poi, a Londra il vino non te lo tirano esattamente dietro), decisi dunque di iscrivermi al corso livello 2 per principanti istituito dal WSET – Wine & Spirit Education Trust.

Ora: il corso non è gratuito, anzi. Però, il WSET organizza webinar gratuiti a cadenza mensile o settimanale incentrati su vini internazioanli, gin, champagne, sherry, etc.

WSET – Webinars

Cheers!

DOCUMENTARI

Photo by KAL VISUALS on Unsplash

Documentary Mania
Sì, lo so che avete Netflix, Prime, Disney + e compagnia cantante. Ma se volete qualcosa di diverso rispetto alla solita offerta, Documentary Mania offre titoli obiettivamente fighissimi da vedere senza sborsare un penny.

MEDITAZIONE

Photo by processingly on Unsplash

Non sono né la prima, né l’ultima persona a dirvi che la meditazione può veramente aiutarci a gestire lo stress, essere più concentrati, produttivi e, in generale, più equilibrati.

Ci vuole pazienza, però. Pazienza e pratica. Ve lo dice la presente che, una volta su tre, si addormenta nel bel mezzo della sessione. Bene, ma non benissimo.

Soundcloud/omilos
Questo è il link al Soundcloud del gruppo con cui mi riunisco tre/quattro volte a settimana. In genere, è consigliabile iniziare con sessioni leggere da 10 minuti, e aumentare progressivamente.

How to Meditate
Una simpatica guida dal New York Time su come meditare.

GIOCHI

Photo by Mesh on Unsplash

No, non ho ancora visto the Queen’s Gambit su Netflix. Il mio compagno, però, sa giocare a scacchi e dunque ne ho approfittato per farmi insegnare le basi.

Ok, non è semplice. Gli scacchi sono un universo a sé. La materia grigia, però, ringrazia!

Chess.com
Questa è forse la piattaforma più popolare per imparare il gioco degli scacchi, sfidare computer, amici o perfetti sconosciuti.

Jigsaw Explorer
Puzzle! Vivo in un appartamento piccolo – London rules – per questo motivo ho dovuto rinunciare ad acquistare un mille pezzi e accontentarmi delle piattaforme online. Risultato: niente male. Relax garantito!

Psych! Outwit your friends
Gioco online conosciuto da poco grazie ad un gruppo di colleghi. Risate garantite! Adatto a tutti, il divertimento è maggiore quando ci giocate con persone che conoscete bene o con cui avete una certa confidenza.

CIBO DA ASPORTO

Photo by Jon Tyson on Unsplash

E per finire in bellezza, ecco due app fantastiche per ordinare cibo da asporto senza troppi sensi di colpa:

Karma
Grazie a questa app potrete ordinare il cibo rimasto in surplus ai ristoranti, bar o negozi dislocati nelle votre vicinanze.

Too Good to Go
Simile concetto rispetto a Karma, grazie a questa applicazione troverete esercizi nelle nostre immediate vicinanze con avanzi di cibo rimasti invenduti. Da poco disponibile anche in Italia.

Inutile specificarlo: i prezzi sono decisamente più bassi rispetto a Deliveroo.

I miei migliori auguri a tutti quanti, soprattutto alle persone che hanno lavorato duramente negli ospediali di tutto il mondo, tra mille sacrifici, in questo anno difficile.

Teniamo duro, e cerchiamo di dare il nostro contributo per un futuro un po’ meno complicato.

Keep safe, and have a great one.

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Big Magic*

Photo by Matteo Vistocco on Unsplash

*Il titolo è un tributo a Big Magic – Creative living beyond fear di Elizabeth Gilbert.

Quando ho iniziato questo blog, nel 2013, ero ad un giorno di distanza dal prendere l’aereo di sola andata per Londra. In questi sette anni – per motivi che non sto qui a spiegare – ho cambiato sei lavori, cinque case, due fidanzati (giusto per citare quelli ufficiali), centinaia di conoscenze e pochi amici, ma buoni. Ho fatto anche molto altro, tra viaggi, esperienze, cambi di professione e competenze acquisite (più o meno).

Tra il 2015 e il 2016, Banalmente a Londra ha vissuto la sua epoca d’oro: 10.000 visite al mese, centinaia di commenti, dozzine di email ricevute ogni settimana. Queste cifre faranno sorridere di tenerezza coloro abituati alle migliaia, se non milioni di visualizzazioni e di followers per ben più blasonati youtubers e influencers. Non ha importanza: scrivere per un pubblico abbastanza vasto è stata un’esperienza singolare e dagli esiti inaspettati, soprattutto perché ho sempre scritto sul blog più per tenermi in esercizio che per circondarmi di ammiratori/ammiratrici.

Qualche anno fa, mi sono fermata. Il lavoro si era fatto più intenso, altri hobby hanno preso il sopravvento, una nuova relazione, viaggi e le solite cose che animano l’esistenza di molti. Il blog è rimasto indietro, nella lista di priorità, a prendere polvere sullo scaffale.

Eppure era sempre lì, in un angolino della mia testa. Picchiettava timido, di tanto in tanto, come a dirmi “Ehi, bel modo di andarsene! Screanzata che non sei altro“. Non me ne sono preoccupata più di tanto: gli ultimi anni sono stati così pieni, a tratti così difficili, che davvero non ho avuto tempo né costanza per farne una tragedia.

Ritornare su queste pagine a distanza di anni, nel 2020, con Instagram e TikTok a dilagare ovunque con chiunque, è una sfida. E’ una sfida per quell* come me che faticano a varcare i confini della parola scritta per addentrarsi nelle immagini e comunicare col mondo mostrando la propria faccia, o facendo sentire la propria voce.

In una realtà in cui la parola scritta non sarà mai cool e attraente quanto le foto di una vacanza in Tailandia fatta grazie all’abilità di prenotare e pagare un biglietto aereo – oooooh! -, continuare a scrivere su Internet può essere assimilato più ad un supplizio che ad un esercizio di stile, o meglio, ad un servizio.

E non comincio nemmeno con la solfa del “nessuno legge più”, o potrei finire col sostenere e fomentare la causa con un pippone infinito quanto deprimente.

Il mio è soprattutto un esercizio di resistenza. Alle mode, all’apparenza a tutti i costi, al pic or never happened. Londra è una città che merita ben più di un blog e di tante parole scritte da una tizia italiana a caso (presente), si merita qualsiasi sforzo artistico volto a cercare anche solo minimamente di descriverne i dettagli, la bellezza, la complessità.

Tutto questo per dire: seppur da casa, lontano dall’azione, la voglia di raccontare questa città non passa. Nemmeno dopo aver toccato con mano la paura di non aver più nulla da scrivere. Per ora, che importa: bisogna andare avanti, o almeno provare, oltre le paure.

This is the magic.

Serie TV inglesi: quali guardare per divertirsi e migliorare l’inglese

Ah, l’inverno inglese. Pentolate di porridge a colazione prima di sostenere la solita camminata mattutina di venti minuti e arrivare in ufficio con una conturbante desquamazione facciale, nonostante gli etti di crema E45 spalmati sulla pelle prima di uscire; le sottili e invisibili lastre di black ice sul marciapiede, che ci metti un piede sopra per sbaglio e parti dritto per la ionosfera; il Natale, una stagione a sé che sembra non conoscere mai fine; le to-do list di buoni propositi stilati l’ultimo giorno di ferie estive con l’occhio liquido e i capelli al vento sulle sponde dell’Atlantico, che manco a dirlo a gennaio sono un tutt’uno con la cracia sulla scrivania.

OK basta, non è vero niente, ho mentito. L’inverno per me significa solo una cosa (o quasi): nuove serie TV per cui perdere la testa, fare notti insonni e sentirsi un po’ orfani e un po’ stramaledettamente depressi al termine di ogni stagione, o peggio ancora, al termine di ogni serie.

Ho una forte predilezione per le serie TV British, per tutta una serie di motivi tra cui bravura degli attori (come scritto anche da Beppe Severgnini nel libro Inglesi, «tutti gli inglesi sono attori»), linguaggio più ricco e complesso rispetto all’inglese americano, accento bello bello bello in modo assurdo, humour irresistibile.

Su Netflix probabilmente avrete adocchiato i vari Sherlock, Downtown Abbey etc., già famosissime in Italia; io però vorrei segnalarvi alcune serie TV inglesi meno conosciute ma altrettanto interessanti, ben fatte e divertenti, perfette per ascoltare conversazioni in inglese, prendere appunti e imparare slang, modi di dire e vocaboli curiosi (su Netflix potete impostare i sottotitoli…in inglese eh!).

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Londra 24 ore su 24: la Night Tube sta arrivando

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Londoners, un cambiamento epocale sta per investire la nostra amata metropoli: la tanto strombazzata – e assai ritardata – Night Tube farà il suo esordio venerdì 19 agosto 2016, lanciando definitivamente Londra nell’Olimpo delle città mondiali aperte 24 ore su 24. Un po’ come New York, solo che la capitale del Regno Unito donerà il lusso di una corsa notturna verso casa “solamente” nelle notti di venerdì e sabato, mentre la città americana che non dorme mai lascia sferragliare i suoi treni a tutte le ore del dì e della notte, 7 giorni su 7.

Ma non stiamo a perderci in questi odiosi paragoni con la cugina d’oltreoceano. Festeggiamo, invece, questo lungo e sudatissimo traguardo pensando al fatto che era da settembre 2014 che Transport For London &co., tra uno sciopero e l’altro, continuava a lanciare il golosissimo osso a pendolari stufi marci di rincorrere the last train a mezzanotte e mezza (quasi l’una, se ti andava di culo) con ancora un pezzo di kebab asciuga-sbronza più nella trachea che nello stomaco e il 90% di possibilità di schiattare sulle scale mobili direzione salvezza causa coccolone post-corsa – detto anche “i miei cinque minuti settimanali di attività sportiva”.

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Trasloco in vista? Spedire pacchi da/per Londra con SpedireAdesso.com

Quanti traslochi avete fatto nella vostra vita? Io un po’. Tipo una quindicina, in undici anni di pellegrinaggi da una casa all’altra, dall’est all’ovest e dal nord al sud europeo.

Di tutti questi traslochi, il posto più alto sul podio è occupato senza alcun dubbio da quello datato maggio 2013, che mi ha vista improbabile organizzatrice di un altrettanto improbabile inscatolamento di beni più o meno fondamentali da spedire oltre Manica dalla ridente città di Genova. I ricordi di quelle interminabili otto ore talvolta ancora affliggono le mie notti, tanto fu grande lo strazio coadiuvato dallo stress pre-partenza.

In quel terrificante 6 maggio 2013, ricordo di aver spedito i pacchi con destinazione Londra qualcosa come due o tre ore prima del mio volo solo andata Italia – Regno Unito. Date le tempistiche trafelate e assai ristrette, ho fatto quello che verrebbe in mente un po’ a tutti: consegnare i miei pochi averi ad uno dei tanti uffici di corrieri che si trovano in giro per la città. Se mi fossi informata meglio, magari con una ricerca decente su Internet, avrei trovato delle opzioni più comode e vantaggiose, come il servizio di spedizione da e per l’Italia SpedireAdesso.com.

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Quanto costa fare la spesa a Londra? Livello 1: il supermercato

Supponendo che:

  • siate alla ricerca di informazioni sul costo del cibo in questa benedetta città che di nome fa Londra;
  • abbiate quasi chiuso le valigie (o ci stiate provando) e quel biglietto aereo sul letto è per Stansted, o Gatwick, o Heathrow, o Luton, o City, o… Southend?!
  • abbiate in mano la calcolatrice, e il tasto – (meno) sia il più cliccato;
  • siate simpaticamente incagliati nella modalità horror vacui pre-partenza Regno Unito.

Ecco. Anche se ne avete solo una su quattro, vi consiglio caldamente di proseguire nella lettura di questo post, che vi dirà suppergiù quanto si spende per una spesa commestibile in un comune supermercato londinese.

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Cose piccole e a caso che mi piacciono di Londra #2

Riprendendo il discorsetto iniziato circa, ehm, due anni fa in questo post, oggi desidero nuovamente mettere sotto i riflettori tutte quelle piccole cose che – ammettiamolo – contribuiscono a rendere la nostra permanenza all’interno del pianeta Londra assai più piacevole e luminosa. Perché ci lamentiamo del tempo, del costo degli affitti, del treno in ritardo e dei trasporti troppo cari… Ecco, prendiamoci un break da tutto questo e vediamo perché, tutto sommato, Londra resta comunque un gran bel posto in cui vivere.

1.Rush – Hour Crush

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Genova, quella città un po’ così

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Sarà una mia impressione, oppure avrò assimilato l’arte del mugugno negli anni in cui ho avuto la fortuna di calcare instancabilmente le sue vie, eppure credo che Genova sia tutt’ora, tra le grandi città italiane, la più snobbata e sottovalutata. Almeno, da parte degli italiani, che pare apprezzino molto l’Acquario e non molto altro (forse il Ferraris, la domenica, in occasione di una trasferta calcistica).

Sarcasmo a parte, so benissimo che là fuori ci sono tanti connazionali che amano o hanno amato moltissimo quella che, anche se non da parte anagrafica (sono nata 50 chilometri più a ovest), ho sempre considerato la mia città. Casa, diciamo. Una delle tante, ma non una tra le tante.

Pur di non lasciar crogiolare questa passione in un remoto angolo della mia testa, senza uno scopo né una fine, preferisco scrivere pubblicamente dei punti di forza della Superba – questo il suo soprannome più celebre – quello che non vi dovete perdere quando ci passerete, anche se solo per una giornata. Perché le cose belle vanno condivise e sparpagliate in giro.

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I sei secondi per far notare il tuo CV in inglese

Businessman accepted CV sitting in the office

A cura di The CV Architect

Cosa vede un recruiter quando legge il tuo curriculum in inglese? Quali dettagli vengono presi in considerazione e quali invece vengono tralasciati? A questa domanda ha risposto la compagnia americana Ladders Inc, che ha condotto uno studio scientifico per analizzare il comportamento dei selezionatori di personale quando effettuano lo screening dei curricula. Questi i risultati della ricerca:

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Genitori in visita a Londra? Alla scoperta della città con la mappa di Get Your Guide

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I miei genitori sono sbarcati a Londra un mese fa per la prima volta in assoluto, due anni e mezzo dopo il mio fatidico trasferimento. Nei giorni che hanno preceduto il loro arrivo, non ho fatto altro che scervellarmi per capire come organizzare la settimana che stavamo per trascorrere insieme. Mio padre odia le città, figuriamoci le metropoli, abituato com’è a galleggiare sulla sua barca in Sardegna in compagnia di canne da pesca e poco altro; mia madre è vagamente più cosmopolita e mondana: le piacciono i cafè, mangiare fuori e curiosare nei negozi. Nel tentativo di mettere d’accordo questi due mondi all’apparenza così distanti, ho dovuto tenere conto anche dell’incognita meteo – ovvero sperare in una botta di culo, ché più di così con le incognite non si può fare – e dell’età piuttosto avanzata dei miei genitori (tendo a strafare e a trascinare le persone in lunghissimi ed estenuanti tour, credo sia l’entusiasmo della viaggiatrice che si sente turista anche nella città in cui abita).

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